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Polonia underground: un passato che torna a vivere nell’architettura

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Polonia underground: un passato che torna a vivere nell’architettura

di Francesca Spanò |@francynefertiti

La Polonia è un Paese da scoprire sì, ma soprattutto da studiare e da ammirare. Tra le vie principali delle sue grandi città, non tutto è immediatamente sotto gli occhi dei visitatori e, più volte nella sua storia, ha dimostrato di saper accogliere il cambiamento, rialzandosi e reinventando un nuovo futuro. Su tutto il territorio, a tal proposito, sono molti i complessi industriali che raccontano di un passato operaio e pieno di fatica. Oggi sono stati riconvertiti in buona parte in musei e centri commerciali.

Atmosfere liberty e arte contemporanea, disegnano il nuovo domani

Molte destinazioni del Paese che oggi appaiono curate e cariche di colori e dettagli architettonici, hanno trovato nella rivitalizzazione di spazi postindustriali uno dei loro punti di forza. Progetti sempre nuovi e interi quartieri rivitalizzati, hanno dato vita a una trasformazione urbana equilibrata, che va avanti da 30 anni creando opere d’arte.

Scoprendo la “nuova” Varsavia

Essendo stata letteralmente rasa al suolo, non si può certo dire che abbia avuto un passato tranquillo. Eppure a Varsavia, ieri è ormai un ricordo ed ecco oggi quali suoni i luoghi che ha riqualificato.

elektrownia Powisle Polonia
Polonia Elektrownia Powisle

Elektrownia Powisle

Risale al 1904 e doveva alimentare Varsavia. Questa centrale elettrica divenne dunque tra le più moderne e grandi della Polonia ma, quando cessò la sua funzione, subì un importante processo di riqualificazione urbana, grazie al progetto di Tristan Capital Partners e White Star Real Estate. Attualmente è un grande spazio multifunzionale dove non mancano negozi, ristoranti, hotel e beauty halls. All’interno si è cercato di mantenere molti dettagli originali su un edificio grande 5mila metri quadrati.

Museo Neon

Il Neon Muzeum, risale al 2005, ed è ospitato all’interno della Soho Factory post-industriale. In Europa si tratta di un progetto unico nel suo genere e, oltre alla documentazione, sono conservate insegne neon risalenti all’epoca della Guerra Fredda. Il programma espositivo Polish Neon, è ideato dai due fondatori David Hill e Ilona Karwinska e oggi al museo sono presenti centinaia di insegne che mostrano uno spaccato della vita polacca e vere e proprie opere d’arte luminose.

Fabbrica Koneser

Sorge dentro il complesso delle fabbriche rivitalizzate Koneser, che a partire dal XIX rappresentava una delle fabbriche di vodka più famose nel Paese. Dal 2018 è diventata Museo della Vodka Polacca e sorge nel quartiere Praga. La sua architettura è Ottocentesca ed è stata risistemata dallo studio Nizio Design International per gli interni e dal gruppo Liebrecht & Wood in collaborazione con BBI Development per gli esterni. Tra le sale sono presenti installazioni multimediali, oltre che reperti di vario genere legati a questa amata bevanda.

Centro Koneser
Centrum Paskie Koneser

Lodz, città postindustriale in perenne fermento

Il passato industriale e operaio di questo luogo oggi si sposa benissimo con l’arte contemporanea, con le iniziative culturali, con la moda e il design.

Manufaktura

Fa parte di un importante progetto europeo di riqualificazione di antiche fabbriche tessili. Un tempo era un grande brand locale, oggi è una struttura commerciale che si sviluppa su 27 ettari, quasi fosse una “città nella città”, tra negozi e angoli culturali.

Il Centro della Scienza e della Tecnologia EC1

Dal 2018, questa storica centrale termoelettrica è diventata il più grande Museo della Scienza in Polonia. Il Centrum Nauki i Techniki, vanta una superficie di 10mila m2 di spazio espositivo, lungo il quale vivere una esperienza multisensoriale, con installazioni interattive negli ambienti originali della centrale. Il tour si compone di tre parti: la storia, i fenomeni quotidiani della fisica, della chimica e delle scienze naturali e la scoperta di ciò che non è visibile a occhio nudo con l’utilizzo di dispositivi interattivi. E non manca il Planetario, il più moderno esistente in Polonia.

Museo del Cinema

Risale al 1976 ed è l’unico di questo tipo in Polonia. Sorge nell’ex dimora di Karl Scheibler, proprietario di un grande stabilimento tessile diviso in 4 settori: storia del cinema, tecnica cinematografica, poster e scenografia. Sono presenti, inoltre, oltre 50mila reperti legati al settore cinematografico di grande importanza.

Lodz Manufaktura
Lodz Manufaktura

Cracovia e la sua anima underground

La vivace città europea, è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e sono diversi i luoghi in piena rinascita culturale.

Il Museo di Arte Contemporanea Mocak

Si tratta del più grande progetto nel suo genere in Polonia. L’installazione risale al 2011 e sorge nel quartiere post- industriale Zablocie, sul terreno dell’ex fabbrica di vasellame smaltato di Oscar Schindler. Il progetto dell’architetto italiano Claudio Nardi, ne ha rispettato il contesto urbanistico preesistente, recuperando una parte degli edifici della fabbrica e accompagnandoli con un nuovo edificio in stile neomoderno.

Cricoteka, Centro di Documentazione dell’Arte di Tadeusz Kantor

Circondata da una struttura moderna, è ospitata dentro l’ex centrale elettrica di Podgorze. Oggi vi si trova la mostra permanente dell’arte di Tadeusz Kantor, un importante artista del teatro novecentesco e organizza spettacoli, incontri e laboratori.

Centro Ec1
Centro Ec1

Danzica e il suo cuore moderno

Il suo passato è legato ai commerci, oggi è un centro scientifico e culturale molto importante.

Centro europeo di Solidarnosc

Dedicato alla storia del noto sindacato polacco, formatosi nel 1980 in questa città a seguito degli scioperi degli operai del cantiere navale, sorge nell’ex cantiere navale Lenin. Proprio qui iniziarono le tensioni che portarono alla caduta del Muro di Berlino. Vicino all’ingresso spicca il monumento ai lavoratori caduti durante le rivolte del 1970 e nel museo viene racconta la lotta del sindacato con decine di documenti rari.

Breslavia, l’antica città polacca

La sua storia tormentata si ritrova tra le mura urbane e le sue perle architettoniche.

Hydropolis

Inaugurato nel 2015 è un centro di cultura e di sapere sull’acqua, ideato grazie all’estro di Mieczyslaw Bielawski. Si tratta di un ex serbatoio di rifornimento idropotabile di fine Ottocento che racconta i segreti dell’oro blu attraverso la visione di video e otto itinerari. Dalle origini dell’elemento, alla presenza di creature marine, alle credenze di popoli e confessioni religiose legate all’elemento idrico, fino ad arrivare alle metodologie idrauliche usate nell’antichità e in modernità, comprese quelle in uso oggi a Breslavia.

Neon Side Gallery, Galleria dei Neon

Oggi si trova al posto della vecchia industria Reklama, che produceva insegne al neon e mostra quelle di varie istituzioni, aziende, negozi e cinema, quasi tutti non esistenti.  Grazie al suo proprietario Tomasz Kosmalski, che nel 2005 acquistò il suo primo neon (la vecchia insegna della pasticceria di via Nowowiejska), oggi la fondazione Neon Side dispone di diverse dozzine di insegne al neon, in un vero e proprio museo a cielo aperto.

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