Pitigliano: cosa vedere nella piccola Gerusalemme maremmana

di Redazione | Instagram

Pitigliano, borgo toscano scavato nella roccia vulcanica, racchiude fra le sue mura una lunga storia, che va dall’Età del Bronzo alla Seconda Guerra Mondiale.

Conosciuto anche come piccola Gerusalemme, conserva un fascino misterioso anche grazie alle Vie Cave.

Nessun borgo è come Pitigliano

Tanti sono i dettagli che differenziano questa piccola località da ciò che la circonda: a partire dai resti dell’Età del Bronzo, del Neolitico e persino dell’Età del Rame, molti dei quali sono oggi conservati presso i musei locali. Poi vi sono le rovine delle necropoli ed i resti di un tempio, prove che testimoniano che qui ha vissuto una comunità etrusca nel VI° secolo. 

Peculiare è la significativa presenza ebraica dovuta ai cambiamenti delle leggi di Ferdinando I, Gran Duca di Toscana, che facilitò a una popolazione fortemente perseguitata l’insediamento in quest’area.

Si trattava di persone istruite: tra loro professori, architetti, astronomi, musicisti, ma anche sarti e meccanici. Nel 1556 Niccolò IV Orsini donò al suo medico personale, David de Pomis, un terreno per realizzare il primo cimitero ebraico. Nel 1598 fu edificata la Sinagoga e nel 1608, quando la Contea di Pitigliano venne annessa al Granducato di Toscana, fu costituito il Ghetto. 

Pitigliano Maremma

Da vedere

Splendido è camminare con il naso all’insù tra le strette vie, lasciandosi rapire dal colore caldo degli edifici e dall’atmosfera tranquilla. Ma tra le cose da vedere segnaliamo: 

  • La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo: probabilmente costruita nel XIII secolo e man mano modificata. L’interno presenta un’impostazione barocca e conserva alcuni dipinti di grande interesse. La splendida facciata della cattedrale è in stile tardo-barocco ed è impreziosita dalla presenza di un bellissimo campanile che conserva alcuni tratti originali di epoca medievale.
  • Museo civico archeologico di Pitigliano: ospitato in un’area di Palazzo Orsini, splendido e maestoso edificio fortificato risalente al XII secolo, uno dei simboli del borgo. All’interno del museo è possibile vedere una ricca collezione di utensili e di vasellame di origine etrusca, oltre a una serie di interessanti reperti provenienti dai siti archeologici della zona.
  • Museo archeologico all’aperto: consente di esplorare lo sviluppo e la genesi di un villaggio dell’età del bronzo, ammirandone la struttura. Il museo permette inoltre di ammirare una necropoli etrusca, con le sue stanze e le sue tombe risalenti al quarto secolo a.C.
  • Le Vie Cave: rappresentano tuttora un enigma dai tasselli ancora non ricomposti per gli storici e gli archeologi. Per saperne di più leggi questo articolo

Sfratto: un biscotto dalla storia speciale

Ogni località rurale italiana custodisce ricette nate dalla necessità e dall’uso creativo dei pochi ingredienti che, un tempo, si avevano a disposizione. 

Ne è un esempio lo Sfratto, biscotto che conserva nel nome la spiegazione della sua forma a bastone. Vuole infatti ricordare i bastoni usati dai padroni per cacciare gli affittuari dalle loro case. Si dice che il nome di questi biscotti sia strettaemente legato alla decisione di Cosimo II dei Medici che, nei primi anni del 1600, fece convergere tutti gli ebrei in un unico quartiere, il ghetto, sfrattandoli dalle loro abitazioni. Dove assaggiare questa delizia fatta di noci, miele e spezie? Nel Panificio del Ghetto, vicino alla sinagoga.

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