Paros, il caldo abbraccio di case bianche e cielo blu

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Paros, il caldo abbraccio di case bianche e cielo blu

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Un colpo d’occhio immediato è quello che regala Paros “la candida”, al turista in arrivo. Separata a est da Naxos e a sud-ovest da Antioparos, presenta un unico picco alto quasi ottocento metri. Si chiama Profitis Ilias e si protende dolcemente fino al mare.

La capitale, la storia, le curiosità

La capitale porta lo stesso nome e fu costruita su antiche rovine, mentre sin dall’antichità l’area era famosa soprattutto per l’estrazione del locale marmo, che le regalava una importante fonte di ricchezza. La cava di Marathi, ancora oggi, è uno dei posti di immancabile visita per i turisti che giungono da queste parti. Chi vuole scoprire come veniva lavorato nell’era preistorica, ritroverà delle piccole opere d’arte a forma di statuetta con collo oblungo. Le stesse che sono diventate un vero e proprio simbolo della zona. Tra gli altri capolavori creati dal marmo, ci sono anche la Nike di Samotracia o l’Hermes di Prassitele. La sua bellezza colpì persino Virgilio che ne parlò nell’Eneide e a metà Ottocento fu scelto dall’Assemblea nazionale francese per la costruzione della tomba di Napoleone Bonaparte. Da vedere c’è la baia di Monastiri nella parte nord dell’isola, all’interno del Paros Park, circondato dalla natura. C’è poi la Panagia Ekaton-Tapyliani, la chiesa delle cento porte dedicata alla Madonna e tra le più antiche dell’Egeo. Si dice che fu voluta addirittura dalla madre dell’imperatore Costantino, Elena. La stessa, tornando dalla Terrasanta, si sarebbe fermata qui e ne sarebbe rimasta incantata. Oggi, la principale attrazione dell’isola sono i suoi tanti graziosi villaggi.

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