Parigi: un weekend tra le case degli artisti più amati

DatA

Parigi: un weekend tra le case degli artisti più amati

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Parigi ha un fascino senza tempo che inebria chiunque si trovi a visitarla e, soprattutto, a viverla per un periodo di tempo più lungo. Ed è così che nei secoli ha conquistato scrittori, pittori e artisti dal grande talento, arrivati da ogni angolo del mondo per raccontarla in modo personale. Non è meno interessante l’intera regione e non sono stati pochi coloro che hanno scelto di vivere un weekend di coppia o in famiglia tra i territori di questo angolo di Francia.

Un viaggio particolare

La regione parigina è ricca di abitazioni che mostrano il meglio dell’arte e del tempo passato, attraverso le opere di grandi nomi conosciuti in ogni dove. Hanno vissuto tra villaggi decadenti, castelli di grande fascino, a ridosso di giardini, parchi e foreste o poco distante dalle rive della Senna. Scoprire questi indirizzi permette anche di assaggiare i prodotti locali che rappresentano l’orgoglio della gastronomia francese o andare alla scoperta del suo grande tesoro storico e architettonico.

Le case degli artisti famosi a Parigi e nella sua regione: tre itinerari da non perdere

Jean Cocteau e Milly-La-Foret

Cocteau rimase incantato dalle atmosfere del territorio dell’Essonne, a sud di Parigi. Amava l’aria aperta e la natura, ma da queste parti non manca anche un ricco patrimonio culturale e architettonico e ottima gastronomia. L’incantevole villaggio di Milly-la-Forêt, si trova a un’ora di auto da Parigi e fu questo il luogo esatto dove si stabilì nel 1947. A breve distanza sorge Fontainebleau con la sua foresta e la pace è garantita, tanto che non ebbe dubbi nell’acquistare una residenza in stile Luigi XIII, ex dependance del castello della Bonde. Con un tour a piedi di 3 km, si possono scoprire i luoghi più belli della zona: i mercati coperti del XV secolo mirabilmente preservati dalle ingiurie del tempo, la colombaia, i lavatoi, l’ abbeveratoio, la Porte du Moustier testimone del passato medievale della città, la croce di Saint-Jacques fino alla cappella di Saint-Blaise des Simples, decorata dallo stesso Cocteau e in cui riposa oggi. In più, Milly-la-Forêt è famosa per le sue piante aromatiche e medicinali e in particolare per la sua menta piperita che può ancora essere acquistata da L’Herbier de Milly-la-Forêt sotto forma di sciroppo, tisana, liquore o anche caramelle. Durante l’itinerario, si può fare una pausa gourmet all’Aux Saveurs du Gâtinais e proseguire, nel cuore della foresta, nel posto dove si trova un gigante d’acciaio di 300 tonnellate e alto 22 metri. Il Cyclop è un’opera d’arte costruita tra il 1969 e il 1994 dallo scultore svizzero Jean Tinguely, in collaborazione con sua moglie Niki de Saint Phalle ed è possibile esplorarla dall’interno e vivere un’esperienza unica. Per la cena, le proposte possono essere quelle dello chef del ristorante Les Coqs con prodotti di stagione e un costante omaggio alla gastronomia francese. La notte, infine, si può trascorrere al castello di Courances. Questo magnifico edificio risale al 17 ° secolo ed è accoccolato vicino al magnifico giardino giapponese, in un pittoresco borgo composto da tre case splendidamente restaurate, ex dépendance del vicino castello. Altre due proposte sono, infine, la sosta al mulino Dannemois per visitare la casa del cantante Claude François e il giro per scoprire la magia del vetro soffiato con un bastone. Un materiale fuso dai maestri vetrai della Vetreria di Soisy-sur-Ecole, con la possibilità di acquistare un souvenir nel negozietto adiacente.

Rosa Bonheur e il Pays de Fontainebleau

Rosa Bonheur ha acquistato il castello de By del XV secolo in cui ha trascorso gli ultimi quarant’anni della sua vita, diviso tra natura e patrimoni artistici. Questa donna del XIX secolo è di ispirazione per la passeggiata che inizia dalla sua fortezza a Thomery, nello studio dell’artista della pittura di animali il cui talento, riconosciuto fino agli Stati Uniti d’America, le aveva permesso di acquisire questa magnifica proprietà, oggi a 1 ora di macchina a sud-est di Parigi. Femminista convinta, è rimasta un vero punto di riferimento e oggi si può anche dormire nella sua camera. Per il pranzo, si può restare nella sala da tè del castello e assaggiare il menù di dolci e salati e il brunch domenicale. Le ricette provengono direttamente dal libro di cucina di Céline, la fedele cameriera di Rosa Bonheur. Intorno, invece, si possono ammirare i muri dei vigneti, monumenti storici ora protetti e, in parte, risalenti al XVI secolo. Dopo essersi eventualmente fermati sulla strada per Saint-Mammès, famosa per la sua atmosfera da villaggio di marinai, la sosta è a Moret-sur-Loing, a soli 6 chilometri di distanza in auto. La città medievale immortalata dal pittore impressionista Alfred Sisley e dove ora riposa, è composta dalle porte cittadine, la chiesa di Notre-Dame, le rive del Loing, il ponte, le alzaie che hanno così ispirato il pittore. Moret-sur-Loing, ha anche dato vita alla leggendaria caramella allo zucchero d’orzo. La ricetta di questa specialità locale, a cui si diceva fosse molto affezionato a Napoleone, non è cambiata dal XVII secolo. Ai margini della foresta di Fontainebleau, c’è Barbizon con una casa di campagna finemente arredata che offre vitto e alloggio nel mezzo di un ambiente preservato. Dopo aver assaggiato la cucina stagionale dello chef in residence, è piacevole godere della dolcezza circostante in una delle 20 sale arredate con pezzi unici e vintage. Il villaggio, invece, è noto per la scuola di pittori e atelier e scuole d’arte.

Alexandre Dumas e le anse della Senna

Alexandre Dumas era stato conquistato da Le Port Marly e dai suoi dintorni al punto da costruire lì la sua casa, non lontano da Parigi. La sua dimora fu il castello di Monte Cristo, incoronato dal dei Tre Moschettieri e del Conte di Montecristo, in zona collinare, dove poteva trovare ispirazione nel parco all’inglese. Accanto c’è le Château d’If, un castello neogotico circondato dall’acqua in cui il prolifico romanziere amava isolarsi per lavorare. E poi ecco Marly-le-Roi, un incantevole villaggio nel cuore della storia francese, dove si raccontavano piccole e grandi storie di corte e vicende legate a mantelli e spade. Situato a pochi chilometri a sud-ovest della sua proprietà, ai margini delle grandi foreste di caccia, Luigi XIV è venuto a cercare la tranquillità, lontano dallo splendore e dagli intrighi della Reggia di Versailles. Nella città vecchia si trovano le strade pedonali, il municipio situato nell’antico canile del re e il suo parco inglese, la casa del drammaturgo Victorien Sardou e il suo vicolo fiancheggiato da sfingi, la chiesa di Saint-Vigor, un dono Luigi XIV agli abitanti e la Grande Rue , l’arteria principale del paese con le sue facciate colorate e i suoi numerosi ristoranti per una meritata pausa. Nel territorio c’è anche la Senna con una serie di incantevoli sfondi che colpirono molto artisti come Monet e Pissarro, Manet e Renoir. Da non perdere, infine, Saint-Germain-en-Laye, con il castello che ospita il Museo Archeologico Nazionale. Tra botteghe artistiche e graziosi negozietti, si incontrano: il quartiere di Saint-Christophe e le sue specialità culinarie, il parco del Domaine locale con 40 ettari di giardini e la Grande Terrasse immaginata da André Le Nôtre e la sua vista mozzafiato su Parigi.

Per maggiori informazioni: visitparisregion.com. #ExploreFrance

© TravelGlobe RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi su facebook
Condividi su twitter

Articoli
Correlati

SEI PRONTO AD ANDARE OLTRE?

Abbonati a TravelglobeOLTRE e accedi ai nostri contenuti speciali: contest fotografici, monografie, interviste e approfondimenti.