Palermo, tesoro dei Florio: l’epoca d’oro rivive nelle decine di opere in stile Liberty

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Palermo, tesoro dei Florio: l’epoca d’oro rivive nelle decine di opere in stile Liberty

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di Francesca Spanò | @francynefertiti

Palermo è una donna forte e fiera, che conosce momenti neri ed anni d’oro. Ciclicamente. Incessantemente. E dei periodi di rinascita restano i tesori monumentali, come medaglie di conquiste da celebrare nel tempo. L’epoca dei Florio in particolare, ha rappresentato per il capoluogo di Sicilia, un vero trionfo nell’economia e nell’architettura, con il fiorire di progetti in stile Liberty, presenti ancora oggi in ogni angolo della sua parte storica.

Chi erano i Florio

Per una breve stagione hanno lasciato diverse testimonianze di valore inestimabile, ma qual è la vera storia di questa famiglia che è riuscita a regalare tanta ricchezza facendo parlare di Palermo il mondo intero? Il capostipite era Vincenzo, nato in Calabria, ma ben presto giunto in Sicilia al seguito del re. Da quel momento aveva iniziato a frequentare la nobiltà locale e a diventare piuttosto noto ed amato, tanto da aver sposato donna Franca, raffinata dama di corte. A Favignana cominciò avviando l’attività della pesca al tonno e da lì fiorì una piccola industria legata alla conservazione del tonno sott’olio. L’imprenditore, però, aveva molteplici interessi e cominciò a lavorare su più fronti, avvicinandosi a settori come quello minerario, quello delle fonderie e quello della produzione della ceramica, fino alla seta.

La vera occasione arrivò a metà Ottocento con il vino Marsala, la cui spinta fu data inizialmente da un gruppo di famiglie inglesi nella Sicilia Occidentale. Raccolti i capitali, fondò la prima compagnia di navigazione attirando così l’attenzione di tutta l’Europa. Da qui, poi, è storia nota. Chi non conosce la sua Targa Florio, che ancora oggi si disputa? La prima gara automobilistica su strada è un must pure attualmente. Morto Vincenzo, fu il figlio Ignazio a raccoglierne l’eredità e a raddoppiarne il patrimonio, con le navi Florio che collegavano ogni giorno Napoli e ogni mese New York.

Una terra di grandi opportunità

La Sicilia è stata sempre una zona strategica di nuove opportunità, che solo alcuni hanno saputo sfruttare. Fu, però, al tempo dei Florio che questa verità fu più certa che mai, quando a tutti gli effetti divenne la capitale dell’Art Nouveau. Ancora adesso la città è carica di esempi di questo genere in diversi giardini, teatri e ville private in ogni angolo dell’isola. Tra gli artisti che all’epoca lavorarono molto su progetti ad hoc, ci furono G. Battista Filippo Basile il cui talento è stato riconosciuto a livello internazionale.

Itinerario a Palermo tra lo stile Liberty

Quasi tutte le testimonianze artistiche presenti, sono dello stesso Basile. Un itinerario alla ricerca di capolavori del Novecento di questo tipo, può iniziare dal Teatro Massimo, tempio della lirica del nostro continente, terminato dal figlio Ernesto. L’opera d’arte unisce il classico al nuovo creando armonia alla vista. Lo stesso Basile progettò, poi, il Giardino Inglese sulla via Libertà e la Villa di Caltagirone a Catania, con notevoli influssi orientaleggianti. Tra i gioielli di Palermo da non dimenticare, però, c’è il Villino Favaloro, che mostra quanto fosse forte l’influenza della borghesia in città in quel periodo.

Il suo lavoro fu poi continuato dal figlio Ernesto, che realizzò la Villa Igiea, il Villino Florio, i chioschi storici della città e trasformò Palermo nel capoluogo del modernismo europeo. Un ultimo itinerario, è quello che conduce fino alla spiaggia per eccellenza dei palermitani, nel bordo marinaro di Mondello. Nell’Ottocento era solo una palude malsana, poi divenne meta d’élite grazie all’apertura di stabilimenti come il Charleston.

Photo Credit: Giusy Vaccaro, autrice del blog www.ioamolasicilia.com

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