Nella Londra di Dickens: ecco i luoghi che più amava

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Nella Londra di Dickens: ecco i luoghi che più amava

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Ci sono luoghi che riesci a sentire tuoi anche se non ti hanno dato i natali e, probabilmente, questo accadde a Charles Dickens con Londra, dove decise di vivere per gran parte della sua vita. Percorreva quella che all’epoca era la città più grande del mondo, giorno e notte, e vi trovava sempre tantissima ispirazione per i suoi romanzi. Ogni suono o personaggio che segnava il suo passaggio, gli restava impresso e finiva tra le pagine. La sua vita non era stata semplice e aveva imparato a non lasciarsi sfuggire nessun dettaglio, un po’ come nel suo personaggio alter ego David Copperfield.

Dickens a Londra: il suo passato, i suoi luoghi

Come quest’ultimo l’autore aveva conosciuto il lavoro minorile, nel periodo in cui il padre era stato arrestato per insolventi di Marshalsea, a Southwark, vicino al London Bridge. Al figlio non era rimasta altra scelta che abbandonare gli studi e cercare un impiego che aveva trovato in una fabbrica di lucido di scarpe. L’epoca di cui parliamo è quella vittoriana, da metà Ottocento fino al 1901, dove l’atmosfera era rarefatta e pittoresca. Nell’aria c’era sempre una fitta cappa di fumo di carbone, il Tamigi era sporco e puzzolente e i minorenni rischiavano di entrare in brutti giri per tirare avanti. Le contraddizioni, insomma, la facevano da padrone: da un lato c’erano le persone ricche e gli edifici opulenti e dall’altro la povertà assoluta. Le periferie si moltiplicavano ed erano buie e asfissianti anche se per fortuna oggi sono scomparse. L’atmosfera, non era difficile da immaginare nella zona portuale intorno a Shad Thames, vicino al Tower Bridge. In ogni caso, chi si trova da queste parti ne riscopre ancora l’atmosfera vittoriana dei tempi in cui Dickens vi ambientò la morte del bandito Sikes alla fine di Oliver Twist. Per chi poi vuole andare alla scoperta di una delle abitazioni dello scrittore, la può trovare al 48 di Doughty Street, a Bloomsbury. Si tratta dell’unica rimasta delle 32 nelle quali visse. Oggi qui si trova un museo a lui dedicato.

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