Nella casa dei giganti nella Norvegia orientale: a caccia di troll nella neve fitta

di Francesca Spanò | @francynefertiti

C’è un angolo di Norvegia che ricorda una fiaba ambientata tra alte vette, ghiacciai e laghi alpini. Tesori nascosti tra paesaggi suggestivi, dove si aggirano renne, cervi, caprioli, volpi, martore, visoni, ghiottoni e linci. Nella contea di Innalandet si pratica lo sci, ma anche l’escursionismo e la pesca nei fiumi. Tra i boschi e i villaggi della zona di Vinstra, Henrik Ibsen, nell’Ottocento, scrisse il Peer Gynt. Aveva scoperto, infatti, dell’esistenza di diverse leggende e studiando le antiche storie norvegesi, si appassionò a ciò che si diceva di un ragazzo vissuto intorno al XII secolo, che pare corresse molto velocemente a cavallo delle renne.

Alla ricerca dei troll

Lungo la Peer Gynt Road, superando lande erbose ricche di pascoli si finisce per scorgere la Lillehammer, nota per le Olimpiadi invernali che vi si svolsero nel 1994. Da qui, lo sguardo si perde dritto sulla catena degli Jotunheimer, dove si dice vivessero gli jotner, i troll. Non sono pochi coloro che si recano in zona ancora oggi, nella speranza di scorgerne qualcuno e magari scappare a gambe levate. Nel cuore del Parco Nazionale dello Jotunheimen, c’è una meraviglia da vedere assolutamente. Nel tour alla ricerca dei giganti, infatti, il protagonista vero è il lago Gjende, considerato tra i più belli del Paese per la sua forma allungata e il colore delle acque che varia dal verde all’azzurro. Si può ammirare dall’alto del Bessengen, sul lato settentrionale del lago che in estate si trova a circa otto ore di cammino. Meglio però non muoversi da soli, ma chiedere sempre l’ausilio di una guida per evitare di perdersi tra queste zone solitarie. E se nessun troll si lascia fotografare, almeno qui non è difficile incrociare lo sguardo di una renna selvatica, che può spingersi fino a 2000 metri di altitudine e può raggiungere un peso di 250 kg (il maschio).

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