Nel deserto del Namib, tra magie color ocra

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Nel deserto del Namib, tra magie color ocra

di Francesca Spanò | @francynefertiti

La Namibia ha una storia da narrare a chi osserva le meraviglie della sua vegetazione selvaggia. E questo racconto passa soprattutto dal deserto del Namib, uno dei più antichi della Terra. In tale regione arida e desolata, la natura è rimasta incontaminata per quasi 80 milioni di anni ed è stata frutto di grande attenzione da parte di geologi e biologi per la presenza di flora e fauna molto rare.

Alla scoperta di un deserto ricco di formazioni geologiche

Dalle dune di sabbia alle montagne, fino ai canyon e alle pozze d’acqua che compaiono solo per brevi periodi all’anno: questa zona è del tutto sterile e sorge tra l’Oceano Atlantico e la Grande Scarpata dell’Africa sud-occidentale. C’è poi il terreno bianco che fa da contrasto perfetto con le dune rosse, creando un effetto scenografico indimenticabile. La sua lunghezza è di quasi 1300 km e la larghezza varia da 80 a 200 km, mentre il termine Namib, in lingua locale, significa “vasta regione asciutta”. La parte meridionale è più giovane, si è formata dopo ed è quasi completamente tutelata dal Namib-Naukluft National Park, considerato tra i parchi più vasti del globo. Fu istituito per proteggere deserti e montagne per 50mila chilometri quadrati. Al suo interno si trovano anche i Naukluft, una piccola catena montuosa che occupa la parte centrale della Namibia e che rappresentano una importante barriera naturale. In questa zona vive, tra gli altri, l’autoctona zebra di montagna di hartmann. Nella parte meridionale dei monti Naukluft, invece, si trova il canyon di Sesriem, lungo circa un chilometro e profondo 30 metri. In 15 milioni di anni, è stato scavato nella roccia sedimentaria del fiume Tsauchab, quasi sempre asciutto. In alcune zone l’acqua ristagna e si possono incontrare gli animali mentre bevono l’acqua. E, finalmente, si giunge al famoso Sossusvlei, una pozza effimera coperta da una dura crosta di sale e vero simbolo del Namib-Naukluft National Park. Intorno si possono scorgere montagne di sabbia di diverse tonalità che vanno dal rosa all’arancione. Il nome significa letteralmente pantano (vlei) e “senza ritorno” (sossus) e si riferisce all’effetto raro creato dal fiume Tsauchab, quando si riempie di acqua a causa delle piogge.

Le dune di Sossusvlei

Famose per la loro incredibile bellezza, ne vantano alcune più note di altre, come la Duna 45 che si trova proprio a questo chilometro sulla strada che conduce da Sesriem a Sossusvlei. La Big Daddy è la più alta in assoluto con i sui 300 metri di altezza. Il color ocra è dato dall’ossidazione delle particelle di ferro presenti nella sabbia e quelle più stabili sono coperte da vegetazione e da alberi come l’acacia erioloba. Altra suggestione della zona è il Deadvlei, una pozza d’acqua effimera più piccola del Sossuvlei, ma circondato da scheletri neri di alberi che per le alte temperature si sono bruciati ma non sono crollati. Un tempo qui passava il fiume Tsauchab, ma circa 900 anni fa, il fiume ha deviato il suo corso lasciando la palude senza acqua.

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