Mode nel Mondo: a Parma i vestiti raccontano la vita dei popoli

di Silvana Benedetti

L’avventura di Parma, città d’arte e di charme, che per tutto il 2020 impugna lo scettro di Capitale italiana della Cultura, è già cominciata nel segno di grandi eventi e mostre prestigiose.

Lo scorso gennaio presso il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico della città ducale, ha preso il via una esposizione temporanea dal titolo Mode nel Mondo, che ripercorre, attraverso abbigliamento, ornamenti e accessori, un viaggio nelle tradizioni del pianeta, a partire dalla cultura cinese.

Dal Kimono al Burqa

Visitare questa mostra è indubbiamente una passeggiata affascinante nell’atlante del costume mondiale. Prima si incontra un mandarino cinese, poi una signora in burqa, poi un gentleman indonesiano.

L’esposizione temporanea (visitabile fino al 31 dicembre 2020), che prevede riallestimenti nel corso dell’anno espositivo, è un percorso che punta ad esprimere, attraverso l’abbigliamento, il proprio concetto di estetica, ma enfatizza anche il ruolo dell’individuo all’interno della società. Perché l’abbigliamento è una vera e propria forma di comunicazione codificata e facilmente interpretabile a livello sociale.

In principio era la seta…

I pezzi esposti provengono dai luoghi in cui hanno operato i missionari Saveriani: quindi in primis dalla Cina abiti liturgici della tradizione taoista, il Qipao (l’abito tradizionale femminile) e abiti delle grandi rappresentazioni teatrali.

Ma anche calzature femminili tipiche del grande impero, le scarpette con tacco a zoccolo, oltre all’ornamento nuziale: collare in tubolare a sezione rettangolare la cui faccia superiore rappresenta due draghi (simbolo di fertilità maschile).  Dall’Indonesia, scialli della cultura Batak dell’isola di Sumatra e abiti maschili tradizionali.

E ancora, dal Giappone, giacche Haori rigorosamente di seta, con gli stemmi di famiglia “mon”, oltre all’Hakama, indumento tradizionale maschile, le cui pieghe rappresentano la “via dei 5 principi” e il Kimono femminile.

Dal Sudan, zucchetti, scarpe e babbucce tribali; dal Ghana, tessuti cerimoniali in seta della tribù Ashant; dal Burkina Faso un abito tradizionale composto di tunica e pantaloni; dal Bangladesh il Burqa azzurro delle donne musulmane bengalesi; dal Camerun le collane Kweyma KJella e le cavigliere di alluminio decorate a testa di uccello.

Il posto d’onore spetta al Longpao, l’abito cinese impreziosito da immagini di draghi fluttuanti, simbolo dell’autorità imperiale. Un capo elegante e sofisticato  indossato  a palazzo in epoca Qing.

Info utili

Dove: Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, viale San Martino, 8 – 43123 Parma

Quando: fino al 31 dicembre 2020

Link: www.museocineseparma.org

Orari: da martedì a sabato dalle ore 9.00 alle 13 e dalle 15 alle 19 | domenica dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19 | chiuso il lunedì e le festività nazionali

Biglietto: 3 euro (comprensivo della mostra temporanea e dell’esposizione permanente)

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