Maya Route 2019: in Centroamerica sulle tracce delle comunità indigene

Ph Vittorio Giannella

di Redazione | @travelglobemag

In Centroamerica vivono comunità indigene che cercano di tramandare tradizioni, usanze e lingue arcaiche. Così, è stato ideato un itinerario utile a sviluppare un incontro interculturale tra i locali che parlano ancora in lingua antica. La Maya Route 2019 intende valorizzare la grande varietà di idiomi presenti, tra cui il Lenca, Chortí, Tolupán, Misquita, Paya, Garífuna e Maya, tutti a rischio di estinzione.

Nonostante a questo progetto abbiano partecipato studenti, professori e scrittori da tutto il mondo, la Maya Route è fruibile da tutti i viaggiatori che vogliano addentrarsi nella cultura centroamericana, impegnandosi a preservarne l’autenticità rispettando usanze e ambiente.

Alcune tappe sulla Maya Route

Tikal

Guatemala: si parte da Tikal, sito archeologico culla della civiltà Maya. Il dipartimento in cui si trova confina con Messico e Belize e il sito è un luogo magico dove le punte delle piramidi maya spuntano da un mare verde smeraldo. Qui archeologi di tutto il mondo operano incessantemente da decenni per portare alla luce reperti ed edifici di questa immensa città. Antigua, Patrimonio UNESCO, è invece da vedere per le sue chiese, ma soprattutto la valle di Panchoy situata tra i vulcani Agua, Fuego e Acatenango.

Honduras: la Ruta Lenca è considerata molto importante dal punto di vista naturalistico e culturale; si sviluppa tra i villaggi di Gracias, Santa Rosa de Copán e Copán Ruinas, nella parte occidentale Paese e qui sarà possibile vedere i Lenca realizzare oggetti d’argilla, soprattutto vasellame. Meritano una sosta le rovine di Quiriguá, uno dei più belli e antichi siti del Guatemala dove trovare alcune statue considerate tra le più preziose dal punto di vista archeologico del mesoamerica. Sempre in Honduras è il sito archeologico di Copán, dove si può osservare anche uno splendido campo per il gioco della pelota e la scala dei geroglifici.

Ph Vittorio Giannella

El Salvador: Santiago Nonualco fu la città natale del leader indigeno Anastasio Aquino, che condusse la ribellione contadina contro il governo centrale nel 1833; da vedere anche le città di Nahuizalco e Panchimalco, due delle comunità in cui si parla ancora Nahuatl, antica lingua sviluppatasi in Messico e nell’America Centrale dalla quale derivano tantissimi dialetti. Nahuizalco, inoltre, è il primo comune sulla Ruta de las Flores noto per la sua industria di tele, tessitura e artigianato. Il sito archeologico di Tazumal, nel dipartimento di Santa Ana, è da visitare perché le sue rovine sono tra le meglio conservate del Paese; tra piramidi, palazzi e tombe spiccano gli oggetti rituali che accompagnavano la sepoltura.

La Maya Route 2019 può terminare in Messico, negli stati di Chiapas, Tabasco e Yucatan, dove oltre al contatto con le popolazioni locali, si possono vedere i principali siti archeologici come Palenque e Chichen Itza.

Da non dimenticare, infine, le tante e scenografiche grotte del Centroamerica.

Info: www.visitcentroamerica.com

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