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Lunana: il villaggio alla fine del mondo

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Lunana: il villaggio alla fine del mondo

di Daniela Bozzani

Si può essere felici senza corrente elettrica né riscaldamento a 4800 metri d’altitudine in un villaggio al confine tra Bhutan e Tibet? Scommetto che tutti risponderemmo di no senza un momento di incertezza. E il telefono dove lo ricarichiamo? E come si scalda la casa fino alla confortevole temperatura di 22°? E la doccia calda? E il nostro programma preferito, il calcio, la musica? E i negozi sotto casa per comprare anche il superfluo 24 ore al giorno 7 giorni su 7?

Eppure, forse complice il momento di incertezza e inquietudine mondiale, ci si lascia incantare dal film bhutanese Lunana: il villaggio alla fine del mondo. Si viene contagiati poco a poco, insieme allo scettico protagonista: l’insegnante recalcitrante, che preferirebbe essere in Australia a fare il cantante. Invece che educare, senza lavagna, libri o quaderni, una banda di ragazzini felici del nulla, ma rispettosi della sua figura, perché il “maestro tocca il futuro”, raccogliendo sterco di yak,per scaldare la sua misera casupola senza vetri. Eppure, sembra così semplice essere felici in questo luogo incontaminato, lontano otto giorni di cammino dalla strada più vicina. Basta ascoltare il Canto dello yak dalla dolce voce di Saldon, che tutti i giorni si arrampica su un’altura per regalare la sua voce a tutte le creature della valle perché è giusto così. Come è giusto restare al villaggio a occuparsi della vecchia mamma, o a raccogliere il grano tutti insieme prima che arrivi il freddo, o a tenere al caldo il vecchio yak perché anche lui è parte essenziale della famiglia.

Mi aspettavo un film che mi regalasse l’emozione del viaggio (in Bhutan ci sono stata anni fa e credevo di ritrovarne i luoghi) e invece ho trovato due ore di incredibile serenità nel candore di una storia minima.

La produzione del film è dipesa completamente dall’energia solare, data la mancanza di elettricità e connessioni di rete e gli abitanti del villaggio, molti dei quali non avevano mai visto nulla al di fuori di Lunana, sono stati scelti per interpretare alcuni dei ruoli principali. Bravissima la piccola Pem Zam.

Candidato al premio Oscar 2022 per il Miglior Film Internazionale
Dal 31 marzo al cinema

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