L’eredità maya del Belize: quando la bellezza fa rima con la storia

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L’eredità maya del Belize: quando la bellezza fa rima con la storia

di Francesca Spanò |@francynefertiti

In Belize ritroviamo il popolo Maya che tanto noto divenne soprattutto nell’anno 2012, quando si pensava avessero predetto una ipotetica fine del mondo. Per circa due millenni, infatti, a cavallo dell’anno zero, abitarono anche in questa zona. Finirono tuttavia per allontanarsi presto dalle grandi città, per cause mai del tutto accertate. Tuttavia, hanno lasciato diverse testimonianze del loro passato e della loro complessa e misteriosa società.

statua maya
statua maya

La storia e le curiosità

In Belize è sempre un onore ricordare l’esistenza di questo popolo e i siti archeologici che li riguardano, sono tenuti in grande considerazione. Del resto, molte delle più antiche città maya, ebbero sede in Belize e, ancora adesso, restano i principali edifici dei centri cerimoniali. Il periodo storico durante il quale vissero, è solitamente diviso in tre fasi: il periodo preclassico, che va dal 2000 a.C al II secolo d.C, il classico, tra il 200 e il 900 d.C e il postclassico, fino alla conquista spagnola del Cinquecento. In quello classico, cioè nel momento di massima importanza, commerciavano cacao, ceramica, cotone e non solo. All’epoca, il fulcro della vita sociale era Tikal che oggi si trova in Guatemala, a circa 150 km dal confine col Belize. In quest’ultima Nazione, invece, il sito più importante è Caracol, nell’entroterra del centro-sud e si possono visitare i resti di una delle zone più potenti della civiltà Maya. Un tempo si chiamava Oxwitza, cioè “luogo delle tre colline”. La struttura è tipica con i complessi templari che avevano il loro fulcro in alte piramidi. Rappresentavano la creazione del mondo e si trovavano spesso in gruppi di tre e rievocavano l’emergere delle terre dalle acque primordiali. In cima, sorgeva un piccolo tempio dal quale si accedeva alla dimora degli dei, le offerte venivano bruciate nella piazza antistante ai templi e solo alcuni sacerdoti potevano accedere agli edifici.

Caracol
Caracol

Il sito archeologico di Caracol

Per superficie è più ampio, rispetto alla maggiore città odierna del Belize, Belize City. Si pensa, dunque, che sia stato il più grande centro locale abitato di sempre e si ipotizza che nel VII secolo d.C vivessero qui circa 15omila persone, rendendo Caracol una delle città più popolose al mondo. Un fatto curioso, se si calcola che l’area su cui si trova non ha fonti di acqua naturali e l’alimentazione avveniva con bacini artificiali di raccolta dell’acqua piovana. Il sito, poi abbandonato, fu riscoperto nel 1937.

Xunantunich belize
Xunantunich Belize

La ragazza di pietra e il ricordo di un popolo incredibile

Non lontano da Caracol, in cima a una collina, viveva dal 1000 a.C una comunità maya intorno al sito di Xunantunich, che tradotto letteralmente significa “ragazza di pietra”. Sorge al confine col Guatemala e gli oltre 25 edifici presenti, furono realizzati tra VIII e l’XI secolo. L’insediamento fu presto abbandonato e il termine dovrebbe derivare dal fantasma di una donna che si diceva infestasse questo luogo a fine Ottocento. El Castillo, con i suoi 40 metri è il più alto edificio del sito e, probabilmente, si trattava di un tempio dedicato alla famiglia reale, dove i sovrani venivano sepolti. Non lontano da qui, viveva una influente famiglia col suo palazzo, già abitato nel 900 a.C e abbandonato nel IX secolo d.C. I suoi palazzi risalgono al periodo classico e, a Cahal Pech, restano circa 30 edifici, compreso un tempio alto 25 metri. Il nome attuale fu attribuito negli anni Cinquanta del Novecento e significa letteralmente “posto delle zecche”.

Grotta Belize
Grotta Belize

La grotta sepolcro, la città della giada e Lammai

La grotta sepolcro fa parte di una escursione che bisogna assolutamente segnare in agenda, durante un viaggio storico culturale in Belize. Sicuramente avventurosa, rappresenta uno di quei posti dove l’eredità maya più che innalzarsi verso il cielo, scende nelle viscere della terra. La Actun Tunichil Muknal sorge non lontano dalla città di San Ignacio e corrisponde al luogo che gli antichi abitanti chiamavano Xibalba e consideravano legato all’oltretomba. Non si conoscono i riti che vi si svolgevano, ma la grotta immersa nella giungla, si apre su un percorso di circa 5 km sotto i Monti Maya, tra corsi d’acqua, pipistrelli e stalagmiti spesso modellate a formare stanze e altari. Alla fine si giunge in una grande sala, dove diversi vasi vegliano su resti umani, la Berton Creek Cave. La città della giada, invece, si incontra a circa 50 chilometri a nord di Belize City, con le rovine di Altun Ha. L’antica città era molto ampia, ma oggi resta il recinto cerimoniale a testimonianza del passato. Il sito venne scavato negli anni Sessanta del Novecento ed era un centro remoto che collassò al termine del periodo classico. Gli edifici ancora presenti risalgono al VI e al VII secolo d.C. Nel cosiddetto Tempio della Tomba Verde, invece, fu rinvenuta la tomba di un re sacerdote morto intorno al 600 a.C con un ricco corredo di oggetti preziosi, oltre a 300 oggetti di giada. Gli abiti regali e il libro con cui era stato sepolto si sono decomposti a causa delle temperature tropicali. Lammai, infine, è una tra le più antiche città maya e il principale sito archeologico del Belize settentrionale. Si raggiunge a circa 60 km da Belize City e il suo nome significa “coccodrillo sommerso”. Qui i maya vissero più a lungo, almeno fino all’arrivo degli europei, a gli edifici principali risalgono sempre al periodo compreso tra il VII e il VIII secolo. Fu principalmente una epidemia di vaiolo a mettere fine alla loro presenza in questo luogo. Oggi, i discendenti dei Maya vivono soprattutto in Messico e Guatemala, con folte comunità in Belize, Honduras ed El Salvador.

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