Labirinto di Borges: a Venezia uno degli enigmi più belli

di Redazione | Instagram

A dieci anni dalla sua creazione, ha aperto al pubblico per la prima volta il Labirinto di Borges a Venezia. Non un semplice dedalo, ma un’esperienza che invita a mettersi in ascolto della letteratura di Borges facendo scoprire come scrittura, musica, arte, architettura e natura possano essere una cosa sola.

È stato progettato dall’architetto inglese Randoll Coate su commissione della vedova di Borges, Maria Kodama, e realizzato nel 2011 dalla Fondazione Cini utilizzando oltre 3200 piante di bosso. Ispirato al racconto di Jorge Luis Borges Il giardino dei sentieri che si biforcano, oggi può essere percorso in tutta la sua chilometrica lunghezza: prima, infatti, poteva essere ammirato esclusivamente dall’alto. 

Il labirinto, visto dal cielo, è come un libro aperto, pieno di riferimenti alle opere dello scrittore argentino: specchi, due clessidre, un bastone, un enorme punto di domanda, la tigre, il nome Jorge Luis e le iniziali della moglie.

Le siepi, inoltre, sono disposte in modo da formare il nome Borges, come se fosse idealmente scritto sulle pagine di questo libro. Nonostante la struttura sia architettonicamente molto complessa, è impossibile perdersi e la visita, che dura circa quindici minuti, è accompagnata dalle note della suite Walking The Labirinth composta per l’occasione da Antonio Fresa, eseguita e registrata con l’Orchestra del Teatro La Fenice. Concepita come un percorso a ritroso, la magistrale composizione è una suite in quattro movimenti ispirata alle quattro età della vita, ordinate al contrario.

Vagando per i sentieri del labirinto, incorniciati da eleganti cipressi e armoniose architetture palladiane ci si smarrisce, si viene disorientati, ma ci si ritrova sempre. 

Info utili

Il Labirinto di Borges è visitabile tutti i giorni, escluso il mercoledì. Le visite sono prenotabili su visitcini.com, dove oltre agli orari sono disponibili i tour della Fondazione Giorgio Cini e delle Vatican Chapels, con proposte di esperienze che includono anche una sosta al San Giorgio Café.

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