La Scozia e lo Scotch Whisky: un po’ di curiosità

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La Scozia e lo Scotch Whisky: un po’ di curiosità

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di Francesca Spanò | @francynefertiti

Un distillato noto e consumato in tutto il mondo, lo “scotch whisky” e, soprattutto in Scozia, rappresenta quasi un simbolo, una vera istituzione. Il nome, però, non è inglese ma le sue origini sono differenti. Deriva dal gaelico irlandese e significa letteralmente acqua vite. Al di là dell’etimologia, comunque, non si può trascorrere qualche giorno di vacanza nel Paese senza gustarne un bicchiere, valutando ovviamente che abbia tutte le necessarie caratteristiche per essere considerato scotch whisky vero. La sua definizione è protetta dal 1988 e per essere originale deve essere stato prodotto in una distilleria della Scozia utilizzando acqua e orzo maltato ed essere stato macerato nello stesso luogo. Ancora, la distillazione deve avvenire a una gradazione alcolica in volume inferiore al 94,8 per cento per fare in modo che il prodotto mantenga intatti aroma e sapore.

Un prodotto famoso oltre i confini nazionali

Altre curiosità legate allo scotch whisky originale riguardano il processo di invecchiamento che deve avvenire in un magazzino del Paese in botti di rovere di capacità non superiore a 700 litri, per un periodo di almeno tre anni. Ancora, non deve avere aggiunte di altre sostanze oltre all’acqua e, a volte, caramello.

Le zone di produzione

Le distillerie di whisky attive in Scozia sono 92, molte meno quelle che producono il single malt. La maggior parte si dedica al blended, cioè al whisky ottenuto dalla miscelazione di differenti single malt prodotti e invecchiati in varie zone. La produzione avviene principalmente in sei zone e sono: Speyside, Highlands, Lowlands, Campbeltown, le isole e Islay e in ogni regione c’è una peculiarità di whisky.

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