La profezia dell’artista: Keith Haring. Radiant Vision

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di Daniela Bozzani

La mostra Keith Haring. Radiant Vision, un progetto itinerante di Pan Art Connections, arriva in Italia dopo il successo delle quattro tappe americane in Missouri, Florida, Pennsylvania e New York.

Le oltre 100 opere, provenienti da una invidiabile collezione privata, sono esposte nell’Orangerie della Villa Reale di Monza fino al 29 gennaio del prossimo anno. La scenografia del parco e delle magnifiche sale della reggia, forma un magico contrasto con le opere del più celebre artista pop degli anni ’80. Litografie, serigrafie, disegni su carta, manifesti e gadgets illustrano l’intero arco della breve ma prolifica carriera di Haring, dai disegni in metropolitana e la street art (perché l’arte deve essere di tutti) alle mostre nelle più famose gallerie d’arte di New York e al lavoro commerciale (per poter fare beneficenza coi soldi guadagnati).

Villa Reale di Monza. ph. F.Klausner

Visionario sostenitore della de-escalation nucleare, dei diritti civili, del benessere dei bambini e della consapevolezza dell’Aids, Haring ha trascorso la sua carriera realizzando poster, opere d’arte pubblica e commissioni di beneficenza a sostegno di queste cause. Gli iconici radiant baby e barking dog, simboli della cultura americana degli anni 80, colorati e allegri, si mischiano ai manifesti di denuncia sul silenzio che circonda la malattia che uccide soprattutto gli omosessuali: Ignoranza = paura. Silenzio = morte. Ai manifesti contro il crack che uccide e al monocromo “francobollo” commemorativo del pestaggio nel locale lesbico e gay Stonewall di New York. Sono molte le denunce a cui si appassiona l’artista, sostenitore della giustizia sociale e dei diritti dei bambini di cui supporta anche lo sviluppo creativo. Poetiche le immagini della storia del Rosso e del Blu, una favola alla Rodari, così come le immagini create a quattro mani con un bambino particolarmente dotato nel disegno con cui fece amicizia.

ph. F.Klausner

Potenti le tavole dell’Apocalypse a cui Haring ha lavorato con William Burroghs, figura di spicco della Beat Generation. Sono immagini drammatiche e complesse, realizzate nello stesso anno in cui all’artista viene diagnosticata la positività all’HIV. Keith Haring (1958-1990) nel corso della sua breve carriera ha riscritto le regole dell’arte contemporanea, integrando la controcultura del centro di New York all’aristocrazia artistica dei quartieri alti. Pur lavorando una varietà di medium differenti ha uno stile immediatamente riconoscibile: linee decise, simboli pittografici e colori vivaci abbondano in ogni sua opera. Esplora il potenziale di marketing del suo “marchio” attraverso partnership commerciali, prodotti di largo consumo e in ultimo con il Pop Shop che apre a New York nel 1986 e successivamente a Tokyo. Una vetrina che Haring considera come una effettiva estensione del suo lavoro artistico.

ph. F.Klausner

La mostra si divide in nove sezioni, dall’Iconografia di linee e simboli che danno vita al suo lessico visivo più conosciuto alla Giustizia Sociale dove spiccano i dipinti con le figure nere che lottano per liberarsi dal cappio dell’oppressore. Una sezione è dedicata al lavoro fatto con i giovani, le undici incisioni della Kalish Suite, create insieme a un bimbo delle elementari, Sean Kalish, che frequentava il Pop Shop. In mostra anche la Medusa Head, una rivisitazione del racconto greco di Medusa, la donna dalla chioma di serpenti che pietrifica con lo sguardo. Per Haring, testimone degli effetti mortali dell’Aids, il mostro mitico era il simbolo appropriato della terrificante malattia che uccideva in poco tempo i suoi giovani amici.

Una mostra esaustiva che tocca diversi aspetti di uno degli artisti più importanti e interessanti nel panorama americano degli anni Ottanta.  

ph. F.Klausner

INFO

Titolo. Keith Haring. Radiant Vision

Dove. Villa Reale di Monza, Orangerie, Viale Brianza 1

Quando. 30 settembre – 29 gennaio 2023

Orari. Da martedì a domenica dalle 10 alle 19

Biglietti. 14€ intero, 12€ ridotto

www.radiantvision.it

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