Islanda, isola di ghiaccio e meraviglie

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Chiudete gli occhi e iniziate un viaggio che è destinato a non essere mai più dimenticato: quello alla volta della terra vichinga d’Islanda, dove i contrasti la fanno da padrone e le emozioni si sentono fin sotto la pelle. Fuoco e ghiaccio, caldo e freddo, mare e catene montuose si aprono allo sguardo in un curioso susseguirsi. Del resto qui tutto è estremo, a cominciare dalla posizione del Paese che tocca quasi il Circolo Polare Artico.

Uno sguardo sui colori di Reykjavik e dintorni

La capitale islandese fu fondata nel IX secolo e per centinaia di anni è comunque rimasta un modesto villaggio di pescatori. Oggi, invece, è considerata un luogo di grande tendenza e chiave del turismo e tornerà a esserlo non appena la pandemia sarà un ricordo passato e saremo liberi di tornare a viaggiare. A fondare Reykjavik fu un valoroso guerriero norvegese in fuga dalla sua patria. Si chiamava Ingolfur Arnarson e l’anno in questione era l’874. Tra fatti reali e leggende, i vichinghi si insediarono nella zona di “Baia fumosa”, questo il significato del nome di Reykjavik. Nei scoli successivi divenne un tranquillo centro dove la pesca e la lavorazione della lana, la facevano da padrone, ma nel 1786, il re di Danimarca Cristiano VII, allora proprietario dell’isola, concesse al villaggio il rango di città. Nel 1918 divenne ufficialmente capitale del Paese, nel 1944 trovò l’indipendenza e oggi ha un volto molto moderno con magica vista su tanti prospetti colorati, risistemati prima della crisi economica del 2008. Una curiosità in merito alle dimore locali si scopre invece al civico 10 di Adalstraeti, dove sorge una casa tutta nera costruita nel 1762 quando nella capitale c’erano pochissimi abitanti e qui era stata costruita la residenza-ufficio del gestore di una delle prime industrie della lana. Non mancano nemmeno edifici dall’architettura avveniristica, affiancati da teatri, sale da concerto, gallerie d’arte e locali notturni che attirano molti giovani.

I simboli cittadini

Sono principalmente due: Hallgrimskiarkja e Tjornin. La prima fu progettata nel 1937 dall’architetto Gudjon Samuelsson e fu terminata nel 1986 e vanta la presenza di un campanile alto quasi 75 metri. Si nota dunque da ogni punto della città e fino a 20 km di distanza. La chiesa luterana prese il nome da Hallgrimur Petursson, poeta nazionale. In più, è un esempio dello stile locale detto basaltico perché l’esterno richiama le colonne in basalto vulcanico tipiche dei paesaggi islandesi.Le stagioni qui sono solo tre, con una breve estate, durante la quale la notte non è mai del tutto buia, un lungo inverno e una primavera, intesa come un periodo di transizione. Quando le precipitazioni diminuiscono, in città, arriva la sterna artica sul piccolo lago Tjornin e allora è segno che la bella stagione si avvicina.

L’Islanda del futuro

Di recente l’ex zona industriale del porto della capitale è diventata un importante polo culturale diviso tra studi di artisti, sale di registrazione e la riapertura della Marshall House che negli anni Cinquanta era una fabbrica per la lavorazione delle aringhe e oggi, invece, ospita mostre d’arte contemporanea e la galleria Kling & Bamg. L’Harpa, invece, è l’unica sala concerti dell’Islanda inaugurata nel 2011. Di notte le numerose luci Led rosse, verdi e blu illuminano le facciate del palazzo e nel foyer ombre colorate vengono proiettate ovunque ricordando i bagliori del cristallo.

Una meraviglia da scoprire: la penisola di Reykjanes

Questa penisola è un Geoparco Globale tutelato dall’Unesco e offre una grande varietà di paesaggi. Si possono dunque scorgere dalle pianure ricoperte da campi di lava, fino alle sorgenti di lava e ai laghi a perdita d’occhio. In più, è un luogo unico perché qui termina la dorsale oceanica medioatlantica, la catena lunga 16mila chilometri di vulcani sottomarini che divide la placca americana da quella europea. Tra le cose da vedere c’è anche il lago Kleifarvatn immerso in paesaggio vulcanico molto arido, ma in grado di rappresentare un bel colpo d’occhio. Il livello dell’acqua si abbassa di 1 cm al giorno a causa del rifluire delle sue acque in una fessura naturale del bacino stesso. Quest’ultima si è formata nel 2000 dopo un violento terremoto. La parte più interessante della penisola, comunque, si trova vicino a Grindavik, a 40 minuti dalla capitale tra scure rocce laviche e grandi laghi di acqua celeste. Questa è la laguna artificiale di Blaa Lonio, un centro geotermico trasformato in spa.

Luoghi di interesse

  • Il cratere della strega, o cratere Gunnuhver è legato a una leggenda locale del XVII secolo e si raggiunge dalla penisola di Reykjanes. Si racconta infatti che Gunna, una donna della zona, vivesse a casa di un avaro signore e lui che voleva i soldi dell’affitto, le tolse l’unica pentola che aveva.Lei furiosa di rabbia, decise di non mangiare più e morì per diventare un fantasma e vendicarsi. Da allora, non solo il padrone di casa ma chiunque vedeva il suo spettro, smetteva di respirare. Fu chiamato allora un esorcista che fece in modo che Gunna cadesse nel cratere che oggi è questa formazione.
  • Il Circolo d’Oro è quel percorso turistico che tocca tra luoghi unici a circa 40 km dalla capitale. Comprende il Parco nazionale Pingvellir che sorge nel luogo dove è nata l’Islanda, la cascata Gullfoss (la cascata dorata) considerata la regina delle cascate islandesi e l’area geotermica del Geysir. Del resto, qui siamo nella terra dei geyser che letteralmente significa “eruzione intermittente”. Il più noto è Geysir, di cui si hanno notizie dal XIII secolo quando, dopo un terremoto, si formarono una serie di correnti calde sotterranee.
  • Il parco nazionale di ghiaccio, cioè quello di Vatnajokull è grande quanto l’Umbria e si tratta di un gigante ghiacciato dal cuore bollente. L’omonimo Parco Nazionale è stato istituito nel 2008 e tra natura incontaminata comprende le aree protette dello Skaftafell e dello Jokulsargljufur.

Tra Fiordi e Aurora Boreale

Nelle fredde notti invernali, quando il cielo è particolarmente limpido si può vedere l’aurora boreale. In quei momenti unici, il cielo si accende dei colori dell’iride richiamando milioni di turisti da tutto il mondo. L’Islanda però è anche la regione solitaria dei Fiordi, dove si può osservare un paesaggio mozzafiato tra lande incontaminate e piccoli villaggi di pescatori. Qui dove il tempo sembra si sia fermato, le case sono pochissime, come a Djupavik e non mancano i capolavori naturali come la cascata Dynjandi, la scogliera di Latrabjarg che rappresenta il punto più occidentale d’Europa e la Riserva naturale dell’Hornstandir istituita nel 1975.

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