©Roberto Polillo, Marocco Rabat, 2008
©Roberto Polillo, Marocco Rabat, 2008

INVISIBILE DI ROBERTO POLILLO

Testi Denis Curti

Nel sogno ha inizio la responsabilità.
William Yeats

Per immergersi appieno in questo percorso espositivo credo sia necessario abbandonarsi al proprio inconscio, così da lasciarsi alle spalle ogni stereotipo ed essere in grado di vivere completamente un’esperienza visiva decisamente lontana dalla realtà. Ce lo ricorda Coleridge e ce lo suggerisce Brecht. È la sospensione dell’incredulità.
In queste stanze, portate al grado zero del nero, Roberto Polillo sembra muoversi come uno sciamano contemporaneo capace di esprimere il bisogno vitale dell’umanità di ricomporre il rapporto con quell’universo che essa stessa è stata capace di costruirsi. La sua esplorazione del mondo è l’espressione di un preciso desiderio, quello di raccogliere empatia per poi restituirla. Se è vero che da sempre gli esseri umani cercano di rendere concreto ciò che non è possibile vedere, in questa mostra si potrà cogliere la precisa volontà di impiegare gli strumenti, già a disposizione, per svelare ciò che viene percepito come invisibile ma che, effettivamente, si trova davanti agli occhi di tutti.
Roberto Polillo riporta alla luce il visibile attraverso una precisa grammatica delle immagini. L’idea della condizione eterea iniziale assume altre forme e ci rivela la presenza di un paesaggio umano di rara intensità. Lo stesso Polillo sostiene che: “la fotografia, mai come ora, deve esercitare una fun-zione inquieta, capace di sollecitare la curiosità, l’esercizio della critica e la costante messa alla prova di ogni paradigma”. Quindi praticare una disciplina esistenziale affinché le opportunità digitali del nostro presente, possano coadiuvare e non sostituire la sua funzione di interprete e di linguaggio.
“Invisibile”, raccoglie più di quindici anni di indagine fotografica sul senso del tempo; ne fornisce un’immagine nuova, inaspettata e piena di significati.

Denis Curti

©Roberto Polillo, Mexico City, 2017
©Roberto Polillo, Mexico City, 2017
©Roberto Polillo, Mozambico, 2009
©Roberto Polillo, Mozambico, 2009

Dal Marocco alla Cambogia, dal Giappone all’India, tra Venezia, New York e Dubai, 21 fotografie di grande formato per 13 paesi raccontano la ricerca artistica e il linguaggio di Roberto Polillo, un progetto speciale a cura di Denis Curti all’interno di MIA FAIR 2022. 
Paesaggi e architetture, colori e percezioni, una esplorazione del mondo attraverso una fotocamera in movimento, alla ricerca di quello che gli occhi non vedono: l’invisibile. Tra sperimentazione tecnica e indagine della resa dell’immagine, nasce una fotografia che aspira a cogliere l’anima dei luoghi e rivelare una realtà ridotta ai suoi elementi essenziali, spaziali, cromatici, percettivi, ritmici a tratti pittorici, evocativi; una realtà altra e diversa da quella registrata soltanto dagli occhi.

“La fotografia, mai come ora, deve esercitare una funzione inquieta, capace di sollecitare la curiosità, l’esercizio della critica e la costante messa alla prova di ogni paradigma.”
Roberto Polillo

Un percorso espositivo che esprime la volontà di scoprire e sperimentare i contemporanei strumenti digitali come un supporto per rivelare ciò che fa parte della realtà ma viene percepito come impalpabile, non tangibile ma presente, creando immagini di grande intensità dove paesaggio e presenza umana sembrano fondersi.

©Roberto Polillo, Venezia, 2015
©Roberto Polillo, Venezia, 2015

In queste stanze, portate al grado zero del nero, Roberto Polillo sembra muoversi come uno sciamano contemporaneo capace di esprimere il bisogno vitale dell’umanità di ricomporre il rapporto con quell’universo che essa stessa è stata capace di costruirsi. La sua esplorazione del mondo è l’espressione di un preciso desiderio, quello di raccogliere empatia per poi restituirla.”
Denis Curti

Invisibile raccoglie oltre quindici anni di indagine fotografica che Roberto Polillo ha portato avanti grazie a una grande passione, che nei primi anni della sua carriera gli ha permesso di ritrarre alcuni dei più importanti nomi del Jazz, all’amore per il viaggio che lo ha spinto in oltre 25 paesi nel mondo e alla volontà di trovare un linguaggio che possa diventare veicolo per una nuova espressione della realtà.

©Roberto Polillo, Tokio, 2017

Stupore e curiosità accompagnano il pubblico in un viaggio spaziale e temporale, tra immagini che evocano città del futuro in cui le vette dei grattacieli si trasformano in lampi di luce e atmosfere che riportano a un passato senza tempo, in cui gesti e riti rimangono immutati, quasi sospesi: “è la sospensione dell’incredulità”, secondo Denis Curti.

©Roberto Polillo, Chicago, 2019
©Roberto Polillo, Chicago, 2019

Dal 28 aprile al 1 maggio 2022 a Milano, il progetto arricchisce il percorso culturale di MIA FAIR sia attraverso la mostra fotografica sia con un talk intitolato Esplorando l’invisibile: un dialogo tra Denis Curti e Alberto Diaspro, direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia e autore di Quello che gli occhi non vedono, con Mauro Pagani, polistrumentista, compositore e produttore discografico, parte della PFM Premiata Forneria Marconi e autore di importanti collaborazioni con numerosi musicisti italiani, a partire da Fabrizio De André, e Francesca Taroni, direttore di “Living” e “Abitare”, per una riflessione e un confronto che possa nascere da un’alternanza di visioni e di discipline

©Roberto Polillo, Cambogia, 2015
©Roberto Polillo, Cambogia, 2015
©Roberto Polillo, New York, 2016
©Roberto Polillo, New York, 2016

Il dibattito è completato dalla presentazione del libro Tra il visibile e l’invisibile di Roberto Polillo grazie al quale l’autore può raccontare l’evoluzione della ricerca artistica negli ultimi quindici anni, dai primi progetti, ai più recenti sulle città del futuro e sui luoghi della spiritualità in Italia e in Asia, “nella convinzione che il mondo possieda altre dimensioni, più ricche e reali, di quella che i nostri cinque sensi e la nostra mente riescono a comprendere”

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

Roberto Polillo, nato a Milano nel 1946, negli anni Sessanta realizza una galleria di ritratti dei più noti musicisti di jazz, fotografando oltre un centinaio di concerti, per conto della rivista Musica Jazz diretta del padre Arrigo Polillo, noto critico, storico e promotore del jazz in Italia. Dopo una carriera di imprenditore e docente universitario, dal 2003 Roberto Polillo si è dedicato inizialmente a fotografare festival di artisti di strada e a documentare esempi di street art, per concentrarsi poi estesamente alla fotografia di viaggio, esplorando nuovi linguaggi artistici, con l’obiettivo di rappresentare il genius loci di città e paesi lontani. Così è nato il progetto Impressions of the World, un’avventura artistica iniziata nel 2006 che lo ha portato in oltre venticinque nazioni, dall’Italia al Medio e all’Estremo Oriente, al Nord America e all’America Centrale. Queste immagini sono state esposte in varie mostre personali in Italia, Francia, Svizzera e negli Stati Uniti.
Tra le principali esposizioni: Marocco (2005-2018), MUSEC – Museo delle Culture, Lugano, 2020; Future Cities Visions & Jazz Icons, Palazzo Velli, Roma, 2018, Visions of Venice, Tre Oci, Venezia; Fondazione Stelline, Milano; Galerie 111, Parigi, 2017-2017; Stasera Jazz, Accademia Nazionale del Jazz, Siena, esposizione permanente dal 2003.

©Roberto Polillo, India (Taj Mahal), 2018
©Roberto Polillo, India (Taj Mahal), 2018

Roberto Polillo
INVISIBILE
a cura di Denis Curti
Milano, 28 aprile – 1 maggio 2022
MIA FAIR 2022 | Superstudio Maxi – Via Moncucco 35

Esplorando l’invisibile – talk venerdì 29 aprile ore 18.00.

©TRAVELGLOBE Riproduzione riservata

Reportage
Correlati