Il Bhutan in prima linea contro il cambiamento climatico

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a cura di Redazione

Il Bhutan, che avverte sempre più il riscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici, mostra la minaccia in Himalaya attraverso una eccezionale gara di corsa ad alta quota, seguita da un vertice sui problemi del clima.

La tanto attesa Snowman Race – che vede protagonisti corridori provenienti da 11 Paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Giappone, Singapore, Svezia, Tanzania e Bhutan – si è svolta tra il 13 e il 17 ottobre, partendo alle prime luci dell’alba mentre i monaci di Gasa Rabdey intonavano preghiere per la loro incolumità. 

I corridori internazionali partecipanti sono i migliori atleti estremi del mondo, quelli del Bhutan sono i migliori corridori del Paese, ma la Snowman Race è diversa da qualsiasi altra gara affrontata finora. È la gara più dura del mondo e si dice anche che sia l’ultra-maratona più alta.

Nonostante il Bhutan non contribuisca al cambiamento climatico, essendo uno dei primi Paesi al mondo a emissioni negative di carbonio, sta sopportando il peso dell’aumento delle temperature, evidente nel ritiro dei ghiacciai. Il che aumenta la minaccia di inondazioni dovute allo straripamento di laghi glaciali e di eventi meteorologici estremi, tra cui piogge intense ed irregolari e un aumento dell’incidenza di frane e alluvioni improvvise.

La difficoltà della gara non è l’unico aspetto che rende storica la Snowman Race. Attirare l’attenzione del mondo sui pericoli che il cambiamento climatico sta producendo sull’Himalaya è il vero obiettivo e ciò che rende la gara più significativa. Il rapporto 2021 del Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) traccia un quadro allarmante sullo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya di fronte alla crisi climatica e sulle difficoltà che questo comporta per le centinaia di milioni di persone che, a livello globale, dipendono dai ghiacciai per l’acqua, l’agricoltura e l’energia. 

Il Centro Internazionale per lo Sviluppo Integrato della Montagna afferma che il Terzo Polo o regione asiatica d’alta montagna, che si estende su 12 Paesi – Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Myanmar, Nepal, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan – continuerà a riscaldarsi di almeno 1,8-2,2 gradi Celsius anche se le temperature medie globali si stabilizzeranno a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali e si prevede che perderà un terzo del volume dei ghiacciai entro la fine del secolo.

Per completare gli obiettivi della Snowman Race, il 18 ottobre si è svolto un congresso sul clima. L’evento si è svolto sotto gli auspici di Sua Maestà la Regina del Bhutan, che si è rivolta alla delegazione riunita in collegamento video e ha lodato gli sforzi di tutte le parti coinvolte per arginare la minaccia del riscaldamento globale.

Tra i tanti ospiti, Karma Yangdon, prima donna a tagliare il traguardo della Snowman Race, ha raccontato in modo toccante la sua esperienza diretta quando una frana disastrosa ha ucciso 10 persone della sua comunità nel 2021. Yangdon è sopravvissuta all’evento nella regione montuosa di Laya e ha avvisato le autorità del disastro dopo aver corso fino all’insediamento più vicino, un viaggio che di solito richiede tre giorni e che lei ha completato in dodici ore per garantire il salvataggio dei feriti.

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