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I luoghi di San Francesco in Umbria

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I luoghi di San Francesco in Umbria

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di Francesca Spanò |@francynefertiti

Assisi sembra un luogo senza tempo, avvolto da un misterioso alone di spiritualità che lo fa rimanere cristallizzato ai tempi di San Francesco. Il santo qui visse e lanciò da queste terre il suo messaggio di pace al mondo intero. Il centro cittadino è dominato dalla Rocca Maggiore, edificata dal XII secolo sulla sommità del monte Subasio.

umbria assisi
umbria assisi

La bellezza di Assisi e l’insegnamento di Francesco

La grandezza di Francesco, poi diventato il patrono d’Italia è riconosciuta anche dai non credenti e la sua figura finisce per colpire tutti. Ciò che predicava resta oggi più attuale che mai: dall’intensa meditazione, alla carità verso il prossimo, fino alla rinuncia ai beni terreni. Tutta la zona è inserita in un parco con un percorso di pellegrinaggio, a cominciare dal monte Subasio su cui sorge, ma non mancano diversi romitori, il più importante dei quali è l’Eremo delle Carceri. Quest’ultimo fu edificato nel punto in cui si ritirava con i suoi compagni, nei primi tempi della predicazione. Da non dimenticare anche Spello, dove c’è la “via di San Francesco”, un cammino che unisce diversi luoghi che testimoniano la vita dello stesso santo. Nonostante le fonti francescane non attestino il passaggio in zona, da qui arrivò il Beato Andrea Caccioli, primo sacerdote a diventare frate francescano, che ricevette l’abito dell’Ordine proprio da San Francesco e gli fu accanto nel momento della morte. Molto legate alla sua esistenza sono, invece, Gubbio, dove fece stringere un patto di pace tra i residenti e il temibile lupo.

San Francesco D'Assisi
San Francesco D'Assisi

Una passeggiata ad Assisi

Non solo una destinazione religiosa dell’Umbria, ma anche simbolo dell’arte mondiale, Assisi è un piccolo centro sempre carico di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Qui Francesco nacque intorno al 1181 e fu sepolto nel 1226. Era figlio di un benestante mercante di stoffe e partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, restando a lungo prigioniero. Subito dopo iniziò la sua conversione, durante la quale rinunciò del tutto ai beni materiali, tanto da arrivare a denudarsi completamente davanti al padre. Grazie all’approvazione papale della Regola, nel 1209, nasceva l’Ordine dei frati minori, i francescani.

Basilica di San Francesco
Basilica di San Francesco

Francesco, Chiara e gli affreschi

All’interno della Basilica, si possono osservare opere importanti dei massimi artisti italiani a cavallo tra il Duecento e il Trecento. Da Cimabue a Giotto, lo spettacolo è in ogni angolo. Il coro ligneo quattrocentesco della Basilica Superiore si è in parte sovrapposto agli affreschi cui lavorò lo stesso Cimabue. Lungo l’unica navata, si possono osservare le Storie di San Francesco, sulla cui paternità si è a lungo discusso, mentre la Predica agli Uccelli è attribuita a Giotto. Attraverso le immagini, insomma, è reso al meglio il suo messaggio di pace e amore. C’è poi il bel legame di Francesco con Chiara, che inizia quando una bella giovane rimase affascinata dalla sua predicazione. Decise, quindi, la sera della Domenica delle Palme del 1211 o 1212 di lasciare casa e raggiungere la Porziuncola, con Francesco e i suoi frati minori. Qui indossò il saio, tagliò i capelli e trovò ricovero presso due monasteri benedettini, a Bastia e a Sant’Angelo e poi in un piccolo fabbricato accanto alla chiesa di San Damiano, restaurata da San Francesco. La seguirono altre donne e anche la madre, tanto che lei stessa fondò l’Ordine delle Clarisse.

Assisi
Assisi

Spello

Non lontana da Assisi, è arroccata sempre su uno sperone del Monte Subasio e conserva tracce della presenza romana nelle sue mura, ancora ben conservate. Interessanti le porte augustee, i resti dell’anfiteatro e delle Terme e la Villa dei mosaici. La sua storia accelerò dopo la caduta dell’Impero Romano, quando la stessa città fu distrutta. A raderla al suolo furono i Goti di Totila e divenne parte del Ducato longobardo di Spoleto. Nel XII secolo fu comune indipendente e nel Trecento passò ai Baglioni che lo governarono fino al 1583, periodo storico durante il quale si riempì di capolavori artistici.

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