Pasto sospeso ovvero come fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno

Categorie


GUSTO

Pasto sospeso ovvero come fare qualcosa di concreto per chi ha bisogno

09/02/2017

pasto sospeso

di Federica Giuliani | @traveltotaste

Il pasto sospeso garantisce un piatto caldo alle persone in difficoltà e ognuno di noi può contribuire concretamente, ma come? Le iniziative di singoli ristoratori e personaggi noti si stanno moltiplicando e vi raccontiamo come funziona.

Pasto sospeso: come funziona

Esattamente come accade per il caffè sospeso, che si usa da tempo immemore nei bar di Napoli dove una persona beveva un solo caffè ma ne pagava due, ognuno può decidere di lasciare pagata una consumazione in modo che venga garantito a chi ha bisogno un pasto caldo e nutriente.

Ma chi ha aderito all’iniziativa? A Rescaldina, Milano, complice il Comune si può lasciare una quota per il pasto sospeso in cinque attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Saranno poi i servizi sociali a destinare al meglio i fondi. Al momento partecipano due macellerie (Guzzetti ed Eredi Vismara), due ristoranti (Trattoria da Vira e Osteria la Tela) e anche un negozio di abbigliamento (Hobby&Moda), perché per donare dignità a una persona è necessario donare cibo ma anche qualcosa da indossare.

Chef Rubio ed Erri de Luca, invece, portano avanti un progetto rivolto ai migranti ospitati dal centro Baobab experience, situato a Roma nel cuore della Garbatella. L’iniziativa è stata lanciata il 2 febbraio con una cena preparata dai due personaggi per chi un pasto del genere non potrebbe certo permetterselo, ma può continuare grazie al contributo di tutti. C’è infatti la possibilità di offrire uno o piu’ pasti, ognuno per il valore di 5 euro, con donazione diretta presso la Casetta Rossa o attraverso bonifico all’Iban: IT 52 H 05018 03200 000000159628.

Il Rotary Club Monza Villa Reale, infine, ha creato un sito web dove trovare gli esercenti che aderiscono all’iniziativa con lo scopo di aiutare le strutture già operanti nel territorio per la distribuzione di pasti, in modo che possano affrontare l’attuale e futuro incremento di situazioni di povertà.

Aiutare fa bene agli altri, ma anche a noi stessi. Fatelo almeno per egoismo, se non vi sentite generosi.

© TravelGlobe RIPRODUZIONE RISERVATA