Foliage in Italia: ecco dove l’autunno incanta

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Foliage in Italia: ecco dove l’autunno incanta

di Devis Bellucci | @devisbellucci

Diceva Albert Camus che l’autunno è come una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore. Una primavera lontana, malinconica e variopinta, che accarezza l’anima e invita finalmente ad abitare con se stessi, a perdersi nell’incanto dei boschi prima della spoliazione invernale. Foliage è una parola evocativa, per certi versi ancora nuova, che racchiude tutto questo. I bambini non la conoscono e i vecchi storcono un po’ il naso, perché un termine straniero calza male sullo splendore delle nostre vigne. Per alcuni si tratta di un evento, meraviglioso ed effimero, che invita a ricoprire l’Italia delle campagne e dei parchi. Ecco allora alcuni spunti un po’ meno noti dove liberarsi da ogni pensiero e andare in cerca di foglie che paiono volare più che cadere. Dopo avervi raccontato il foliage nel mondo, ecco quindi quello nostrano.

Il Parco Naturale Adamello-Brenta (Trentino)

Questo parco racchiude scenari grandiosi e variegati, comprendendo due gruppi montuosi molto diversi: da un lato le Dolomiti di Brenta, dall’altro il massiccio dell’Adamello-Presanella, in cui si trova uno dei ghiacciai più grandi d’Europa. Nel parco si incontrano alcune valli selvagge e prive di insediamenti, come la Val Nambrone o la Val Genova, che è possibile esplorare agilmente in auto. La Val Genova è anche detta Valle delle Cascate per la ricchezza dei corsi d’acqua. Arrivate fino alla cascata di Nardis, tra le più alte del Trentino, e sicuramente vi verrà la voglia di tornare in inverno per ammirarla ghiacciata.

Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo (Marche)

Venendo da nord, il San Bartolo è il primo monte che irrompe lungo il profilo piatto del litorale adriatico. L’area del Parco comprende un angolo di costa, con le falesie bianche del monte, e la fascia collinare retrostante, dolce e ondulata. Il San Bartolo regala il meglio di sé proprio con le fioriture primaverili e durante l’autunno. Per ammirarlo in tutta la sua bellezza, percorrete la strada panoramica (SP44) che collega Gabicce Monte a Pesaro: sono 20 km tra filari di alberi, vigne, campi arati e, più lontano, le suggestioni medievali di Gradara e della rupe di San Leo.

Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (Emilia Romagna e Toscana)

Ci troviamo nell’Appennino Tosco-Romagnolo, in una delle zone di montagna più incontaminate d’Italia. Le foreste sono la grande ricchezza di questo territorio: faggete, abetaie, querceti e castagneti occupano oltre l’80% del Parco. In particolare, la Riserva naturale integrale di Sasso Fratino, con le sue vecchissime faggete, fa parte del Patrimonio Mondale dell’Umanità dell’UNESCO. Visitare queste terre è un balsamo per lo spirito, oggi come in passato, quando monaci ed eremiti vi si ritiravano in contemplazione. Celebri gli insediamenti monastici di Camaldoli e La Verna, dove la tradizione racconta che San Francesco avrebbe ricevuto le stigmate.

Orto Botanico di Padova (Veneto)

Non è necessario raggiungere valli impervie per ammirare l’incanto del foliage. Perché non scegliere un orto botanico in una città d’arte? Attenzione, però: quello di Padova non è un orto botanico qualsiasi, bensì uno dei più antichi in assoluto, incluso nei Patrimonio Mondiale dell’Umanità in quanto culla della scienza e all’origine di tutti gli orti botanici del mondo. Diverse piante, come la magnolia o il Ginkgo biloba, sono state introdotte in Italia per la prima volta attraverso l’orto botanico. Sono tanti gli alberi storici o monumentali, come la Palma di Goethe, messa a dimora nel ‘500, e la prima acacia introdotta nel nostro Paese, che risale al 1662.

Sacro Bosco di Bomarzo (Lazio)

Alla voce “Foresta incantata” trovate il Sacro Bosco di Bomarzo, in provincia di Viterbo, detto anche Parco dei Mostri. Si tratta di uno straordinario complesso monumentale, immerso in una foresta di conifere e latifoglie. Il Parco è popolato da immaginifiche sculture del XVI secolo che ritraggono mostri, divinità, animali mitologici, un piccolo tempio e una casa pendente un pochino tetra. Insomma, una destinazione ideale per una passeggiata tra i colori dell’autunno con qualche sfumatura esoterica.

Foresta Umbra (Puglia)

La Foresta Umbra, che significa ombrosa, cupa, è il polmone verde del Gargano e fa parte dell’omonimo Parco Nazionale. Qui ci si sente davvero fuori dal mondo, circondati da alberi giganteschi: faggi, aceri, tigli e querce, che l’autunno ridipinge coi suoi colori caldi. Occhio alle piante secolari come il Cerro di Vico, con un’età stimata di 400 anni e una circonferenza di 5 metri, e il Patriarca della Foresta, un faggio alto più di 40 metri e largo alla base 2 metri. Si tratta comunque di alberelli se paragonati al grande vecchio della Foresta, lo Zappino dello Scorzone. Pensate che questo pino d’Aleppo, uno dei più vecchi d’Italia, ha oltre 700 primavere alle spalle. O meglio, 700 autunni.

Treno del Foliage

Il treno viaggia sui binari di una delle linee ferroviarie storiche di collegamento tra Italia e Svizzera, 52 km di visioni spettacolari tra Domodossola e Locarno. Un susseguirsi di panorami mozzafiato, di pittoresche paesini e mille sfumature di colori.

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