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Da Forlì a Cesena: quel lembo di Romagna dal fascino inaspettato

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Da Forlì a Cesena: quel lembo di Romagna dal fascino inaspettato

di Silvana Benedetti

Qualcuno afferma che il bello di viaggiare sia anche quello di tornare a casa. Ma cosa dire di un viaggio nelle terre di Romagna dove, per la maggior parte del tempo, ti senti come a casa? Lo testimonia quel breve verso del poeta Tonino Guerra che recita:

la Romagna è un posto dove ti senti bene.

Ed è con questa premessa che andiamo a scoprire quel lembo di territorio che sta tra Forlì e Cesena, passando per Forlimpopoli e la Terra del Sole- Castrocaro: un paesaggio fatto di colline tappezzate di vigneti, borghi suggestivi, punteggiato da castelli merlati, torrioni imponenti e vestigia di fortezze, pronte a svelare le loro storie.

Un territorio sorprendente che “solo” 3 milioni di anni fa, era una splendida barriera corallina, e oggi un ambiente naturale che dialoga con un patrimonio storico di grande fascino, dove il benessere offerto dai centri termali, si accompagna a quello delle eccellenze enogastronomiche.

Forlì | Ph Andrea Bonavita

Il nostro itinerario parte da Forlì

Forlì, per gli amici più intimi Furlè o Zitadon ( Cittadone), è una piacevole città universitaria, con luoghi di grande interesse culturale e ampie aeree verdi,  che i forlivesi amano vivere nel tempo libero. Notevole e ancora molto tangibile è il segno dell’architettura razionalista, fiorita in città durante il periodo fascista. 

Forlì conserva tracce significative sia dell’epoca romanica sia di quella rinascimentale, che ha visto Caterina Sforza Signora incontrastata della città. Nel centro storico, sono riconoscibili i due assi viari di origine romana, suddivisi in quattro corsi principali che convergono sulla centrale Piazza Aurelio Saffi. Su di essa si affacciano alcuni fra gli edifici più rappresentativi delle varie epoche cittadine come, per esempio, la basilica romanica di San Mercuriale, con l’imponente campanile originale del XII secolo; il Palazzo Comunale, sede del Municipio, risalente al XIV secolo e rimaneggiato più volte, con la Torre Civica (o dell’Orologio); i quattrocenteschi Palazzo del Podestà e Palazzo Albertini, sede di interessanti esposizioni; il novecentesco Palazzo delle Poste, imponente struttura del Ventennio.  Tra le scoperte più curiose, nell’area di via Curte, sopravvivono gli orti storici di fondazione longobarda, citati anche da Dante, che a Forlì giunse per trascorrere parte del suo esilio.

Forlimpopoli: a casa di Pellegrino Artusi

Lungo la Via Emilia si incontra la serena Forlimpopoli, città natale di Pellegrino Artusi, padre indiscusso della cucina italiana: un luogo da assaporare con gusto attraverso la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni. Fondata dai Romani nel II secolo a.C., frequentata dai pellegrini diretti a Roma in tempi medievali, presenta ancora oggi diversi monumenti di rilievo, come la Rocca Albornoziana, a pianta quadrata che domina la piazza principale. All’interno della Rocca trecentesca si trova il piccolo ma prestigioso MAF, Museo ecologico di Forlimpopoli. Casa Artusi è il primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana. La struttura che si trova all’interno dell’ex convento dellaChiesa dei Servi, un complesso monumentale di straordinaria bellezza, è suddivisa in diversi spazi, tutti riconducibili alle differenti espressioni della cultura gastronomica: la biblioteca, che conserva i documenti, il prezioso carteggio, i libri di Artusi, oltre alla dotazione libraria di testi cucina e la scuola di cucina, dove si organizzano corsi, lezioni per appassionati e cuochi.

Commerciante, letterato, spirito libero e penna arguta, Pellegrino Artusi scopre la sua vocazione a settant’anni pubblicando un libro di ricette. Ha successo e decide di scrivere un’Autobiografia che lo racconta dalla nascita a Forlimpopoli, nel 1820, sino all’arrivo a Firenze, nel gennaio 1851, dopo le violenze subite, in famiglia, da una banda di briganti. La morte dei genitori, che coincide con il regno d’Italia, lo lascia scapolo e ricco, alla ricerca di se stesso, e, quando l’età ne ha fatto un vecchio signore, scopre nella cucina una nuova ragion di vita. Per vent’anni ristampa La scienza in cucina e dopo la morte, nel 1911, ininterrottamente, l’Artusi sarà presente nelle case italiane.

Marietta Sabatini è la governante di casa Artusi, dalla fine degli anni ottanta dell’Ottocento. È pistoiese, di Massa e Cozzile, e resterà con lui sino la sua morte; cameriera fedele, è l’unica donna che il vecchio scapolo accetta in casa. A lei Artusi dedica la famosa ricetta del panettone Marietta in segno di riconoscenza. Le Mariette, appassionate di cucina e di Romagna, ne sono le eredi, e, con il manuale nel cuore, si sono associate e la fanno rivivere, anche collaborando quali docenti tutor nella scuola di Casa Artusi.

Festa Artusiana

Nessun autore di libri di cucina è onorato da una manifestazione che, invece, ogni anno, ha luogo a fine giugno, a Forlimpopoli. La festa Artusiana anima per un’intera settimana il centro storico, offrendo menù ispirati al grande letterato e gastronomo, spettacoli, rassegne, degustazioni e incontri.

Città fortezza di Terra del Sole

Nell’entroterra romagnolo, a una manciata di chilometri da Forli, incorniciata alle spalle dalla catena dell’Appennino tosco-romagnolo, si trova la Città Fortezza di Terra del Sole, fondata per volontà di Cosimo I De’ Medici. Il Granduca di Toscana Cosimo I°, oltre ad essere dotato di straordinarie capacità governative, era anche un abile e raffinato amante dell’arte. Come molte figure di spicco della sua epoca, fu un genio universale che, oltre a progettare sei fortezze in Toscana, fu architetto civile, religioso, ingegnere idraulico e pittore e i tra i suoi maggiori capolavori ci fu proprio Terra del Sole.

Le mura, iniziate l’8 dicembre 1564 e terminate il 10 novembre 1568,  si sviluppano per un totale di 2022 metri lineari e 13 metri di altezza. Nel luglio 1568, Giovanni Camerini, ingegnere della fortezza, informa il duca Cosimo “che s’è finito di cinger tutto”.

Eliopoli o Città del Sole, vanta un centro storico Rinascimentale e costituisce un perfetto esempio del nuovo modello urbanistico impostosi in Italia nel ‘500. Dentro la cinta muraria è inserito l’abitato con le strade raccordate dalla grande Piazza d’Armi, che costituisce il vero “ombelico” urbano della città, secondo lo schema di “città a misura d’uomo”. 

Il Palazzo Pretorio è un armonico edificio quadrangolare, a due piani costruito con pietra locale, pietra serena e cotto.  Dalla piazza si accede all’interno del palazzo attraverso un elegante loggiato a tre archi, con volte a crociera.  Il Palazzo, oltre ad essere residenza del Commissario Generale per la Romagna Toscana, fu sede del Tribunale Civile e criminale di prima istanza e conserva tutt’ora un’ardita scala a chiocciola a doppia elicoide (di chiara ispirazione leonardesca).

Il Castello del Capitano è parte integrante della città fortezza di Terra del Sole. Il Castello sovrasta la porta Fiorentina ed è   dotato di uno splendido cortile interno con piante secolari.  Il castello comprende: il quartiere del capitano, un complesso di ambienti adibiti a residenza con soffitti lignei finemente dipinti, l’Armeria, una galleria di attraversamento e tre diversi ambienti destinati al corpo di guardia.

Si racconta che nel posto di guardia, a difesa di Porta Fiorentina, fosse stato assassinato un armigero pazzamente innamorato di una bellissima ancella del castello. Il loro amore era tanto puro da essere invidiato da tutti gli altri armigeri. Da allora, il fantasma Astolfo, questo è il nome dell’armigero,  si aggira nelle sale del castello alla continua ricerca della sua amata ancella. Però, solo le bionde fanciulle, leggenda narra, possono sentire la carezza di Astolfo come un soffio di vento tra i capelli.

Verso Castrocaro Terme: cultura e benessere

Saltare in sella alla bicicletta (meglio una e-bike), è sicuramente uno dei modi migliori per vivere i borghi e la natura di questo lembo di Romagna. E, visto che la nostra prossima destinazione è Castrocaro Terme, con una prima tappa al suo magnifico Castello, ci siamo rivolti a una guida cicloturistica d’eccezione: Luigi Barilari, titolare di BikeTo.  È stato un percorso facile e divertente, con  qualche piccolo sforzo in salita e momenti adrenalinici per le ardite discese. 

Castello di Castrocaro

Castrocaro e il suo castello

Dall’alto dello sperone roccioso, la Fortezza di Castrocaro sovrasta l’antico borgo e la sottostante valle del Montone, offrendo uno sguardo a volo d’uccello sulle colline e campagne romagnole fino all’Adriatico. La Fortezza di Castrocaro costituisce uno dei più significativi esempi di architettura fortificata. La struttura è composta da tre distinte opere architettoniche e difensive: il Girone, la parte più elevata e antica, la Rocca che costituisce l’espansione due-trecentesca del Girone e gli Arsenali Medicei, detti anche “cannoniere”, protetti da una poderosa muraglia in cotto e articolati in tre vasti ambienti, scavati nello spungone.  Nel Palazzo del Castellano, dove in passato risiedevano i signori di Castrocaro, oggi è allestito il MuSA – Museo Storico e Archelogico del castello e della Città che raccoglie numerose testimonianze del periodo medievale e rinascimentale. In una sala del palazzo è stata realizzata anche un’enoteca per la degustazione di vini e prodotti del territorio. 

Castrocaro e le sue terme

Le Terme di Castrocaro sono un piccolo gioiello incastonato nelle colline della Romagna. Qui, nel 1830, il professor Antonio Targioni Tozzetti, rinvenne iodio e bromo nelle acque minerali, dando impulso al loro utilizzo per finalità curative. Nacquero così le Terme, oggi facilmente raggiungibili dal vicino snodo di Forlì. All’interno del Parco delle Terme si incontra il Padiglione delle Feste, splendido esempio di Art Decò, frutto del periodo razionalista che anche a Castrocaro lasciò numerose testimonianze.

Il percorso benessere della Spa termale “Magiche Acque” è una vera e propria esplorazione che stimola tutti i sensi e si compone di diverse “tappe”, che acquistano ancora più efficacia, se sperimentate nella giusta sequenza. Durante o al termine del percorso benessere, è possibile concedersi momenti di relax in suggestive sale con vista sul parco secolare, dove la cromoterapia e comodi lettini favoriscono il ribilanciamento del corpo a livello respiratorio e cardiovascolare. 

Cesena : tra il vecchio e il nuovo

In piazza Bufalini c’è un monumento che è stato nei secoli luogo di silenzio, studio, cultura e meditazione: è la biblioteca eretta a metà del Quattrocento da Malatesta Novello, signore di Cesena, all’interno del convento di San Francesco. La Malatestiana è l’unico esempio di biblioteca umanistica perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, come ha riconosciuto l’Unesco, che nel 2005 l’ha inserita, prima in Italia, nel “Registro della Memoria del Mondo”.  Sono 343 i codici, prodotti fra il IX e il XV secolo, che formano il corpus della Biblioteca Malatestiana. La Biblioteca Malatestiana di Cesena accoglie 350 mila volumi, tra i quali 287 incunaboli, 1.753 manoscritti, 17.000 lettere e 4.000 cinquecentine. In una teca di vetro è esposto il libro più piccolo del mondo, leggibile senza lente. La Biblioteca è stata costruita da Matteo Nuti, allievo di Leon Battista Alberti, al quale è dedicata l’Aula del Nuti.

Appena riuscite a sfuggire al magnetismo di questo luogo, potrete immergervi nell’ elegante cittadina malatestiana, città d’arte, con i suoi monumenti, i suoi ponti, la rocca, gli scorci e le mura. Una visita a Cesena non può prescindere da una passeggiata lungo le vivaci vie del centro storico, da piazza del Popolo, caratterizzata dalla Fontana Masini, d’età manieristica, a Palazzo del Ridotto, dominato dalla statua bronzea di papa Pio VI, dalla Cattedrale di S. Giovanni Battista, con la Cappella della Madonna del Popolo e il Museo della Cattedrale, al Teatro “Alessandro Bonci”, vero gioiello neoclassico.

Info: www.scopriforli.it

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