Curiosità su Firenze: le buchette del vino da vedere

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Curiosità su Firenze: le buchette del vino da vedere

di Redazione

Tanti i nomi per un’abitudine antica tornata in auge di recente: buchette – il termine più comune – ma anche finestrini, tabernacoli, sportellini, porticciole e porte del paradiso. Si tratta di singolari aperture nei muri dei palazzi fiorentini da cui veniva venduto il vino ai passanti in maniera discreta. 

Una curiosità su Firenze che renderà le passeggiate in città particolarmente allegre.

Le buchette del vino: storia

Era 1634 quando, appena finita la peste a Firenze, l’accademico fiorentino Francesco Rondinelli scrisse in una relazione che gli “sportelli” del vino ebbero un’importanza fondamentale nella gestione del contagio. 

Una mescita certo impersonale, ma molto efficace. Il denaro veniva posato sul davanzale e un bicchiere di vino appariva accompagnato dalla mano del cantiniere. Un modo per servire mantenendo la distanza tra le persone. Non a caso le buchette del vino sono tornate di moda durante la recente pandemia. 

Ma le buchette del vino, nonostante la loro utilissima funzione anti-contagio, nacquero in Toscana molto tempo prima quando i proprietari terreni pensarono di diversificare il reddito producendo il vino per venderlo senza intermediari. Così, intorno al 1532, arrivarono queste finestrelle all’altezza di cantine e negozi.

Molto utilizzate in epoca rinascimentale, le buchette del vino caddero gradualmente in disuso fino, appunto, al 2020 quando sono state ripristinate anche per vendere panini, caffè e aperitivi. 

Dove trovare le buchette del vino

Anche se non esiste un censimento ufficiale, solo a Firenze se ne contano 180. Anche se sono caratteristiche di tutta la Toscana ed è facile vederle anche fuori dai confini fiorentini.

Custode di questo singolare patrimonio è l‘Associazione Buchette del Vino, che ha realizzato una mappa interattiva costantemente aggiornata. 

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Ce n’è di ogni genere e tipo. Alcune hanno porte intarsiate (una delle più famose si trova in via del Trebbio 1, su un lato del Palazzo Antinori), altre sono avvolte dal mistero. Per vedere le buchette volanti, ad esempio, bisogna guardare in alto; si trovano infatti al secondo o terzo piano dei palazzi e non se n’è mai compresa la funzione. 

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