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Cosa vedere a Parma, Capitale della Cultura 2020

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Cosa vedere a Parma, Capitale della Cultura 2020

Ph ParmaPress24.it

di redazione | @travelglobemag

Dopo più di un decennio dal crac Parmalat, Parma torna agli onori della cronaca per un fatto finalmente positivo. Nominata Capitale della Cultura 2020, infatti, ha la possibilità di riscattarsi da quei brutti eventi, che ne hanno offuscato la bellezza e il patrimonio storico.

Con il milione di euro stanziato dal Mibact Parma, cuore mondiale della food valley, avrà l’occasione di migliorare il suo patrimonio alimentare (a cui nel 2015 è stato attribuito il primo titolo Unesco in Italia di Città Creativa della gastronomia), quello musicale, quello architettonico e, infine, artistico.

Parma in 1 giorno: cosa vedere

Cha sia avvolta dalle nebbie autunnali o illuminata dal sole estivo, Parma si presenta sempre elegantemente magica. Passeggiare nel suo centro è un piacere che si assapora lentamente, prendendosi il tempo per una pausa gourmet e per ammirarne i dettagli più nascosti.

  • Duomo: esempio eccelso di Romanico è la prima, imprescindibile tappa. Consacrata e intitolata all’Assunta nel 1106, nacque per opera dell’architetto e scultore Nicolò sulle fondamenta di una basilica paleocristiana di cui resta il nucleo centrale nell’attuale cripta. In seguito ad un violentissimo terremoto la parte anteriore della struttura andò distrutta e le navate centrali furono ricostruite secondo criteri ispirati alle chiese della Borgogna e anticipatori del gotico. La chiesa iniziò così a subire importanti modifiche. Da non perdere è la cupola, affidata a Correggio, uno dei più grandi artisti del Rinascimento, che realizzò un’opera unica: un’Assunzione della Vergine, in un vortice di immagini, figure e luce per rappresentare la Madonna accolta in cielo dal figlio Gesù Cristo. L’opera, nonostante Tiziano la considerò un capolavoro, non fu mai davvero capita, tanto che Correggio smise di realizzare opere sacre.
  • Battistero: in marmo rosa di Verona, l’edificio a pianta ottagonale conquista per le perfette ma poetiche geometrie. Degno di nota il ciclo di affreschi al suo interno raffigurante, tra gli altri, apostoli e profeti intorno a Cristo nella Città celeste. Al centro la vasca battesimale, tanto grande da permettere il battesimo per immersione totale come si usava un tempo.
  • Pilotta: complesso di edifici di epoca Ducale in parte andati distrutti sotto i bombardamenti della seconda Guerra mondiale. All’interno la Galleria Nazionale, il museo archeologico, l’antica biblioteca Palatina e il Museo Bodoniano. Da vedere Teatro Farnese fatto costruire in legno da Ranuccio I Farnese, sul modello dei teatri della corte medicea fiorentina.
  • Parco Ducale: meta apprezzata dai parmigiani di ogni età, fu voluto da Ottavio Farnese, ma solo con Maria Luigia divenne area pubblica. Oggi il parco si presenta com’eranel Settecento, come lo riprogettò quindi il francese Petitot, architetto di fiducia di Maria Luigia.

Sulle tracce di Verdi

Giuseppe Verdi, genio dell’Opera italiana, è ritrovabile a pochi minuti da Parma.

  • La casa natale di Roncole Verdi: situata in frazione di Busseto è dichiarata monumento nazionale e visitabile.
  • Palazzo Barezzi: sempre Busseto è sede del Museo di memorie e cimeli verdiani.
  • Villa Verdi: a Sant’Agata, frazione di Villanova sull’Arda, c’è la prima meta del maestro dopo ogni viaggio in Italia e in Europa.

Parma celebra l’opera di Giuseppe Verdi ogni anno, fra settembre e ottobre, con il Festival Verdi, un ricco calendario di appuntamenti tutti dedicati alla grande musica.

Cosa mangiare a Parma

Oltre al celeberrimo prosciutto di Parma, bisogna provare i tortelli di zucca, i bolliti, la torta fritta da mangiare con i salumi e le violette candite; fiore tanto caro a Maria Luigia d’Austria, amata sovrana a cui si deve la credenza, tutt’oggi valida, che nelle vene dei parmigiani scorra sangue francese.

QUI una selezione di trattorie dove trovare tutte queste specialità.

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