Come organizzare un viaggio in Thailandia: consigli, informazioni e curiosità sul Paese del Sorriso

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Come organizzare un viaggio in Thailandia: consigli, informazioni e curiosità sul Paese del Sorriso

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di Francesca Spanò | @francynefertiti

Il Paese del Sorriso lo chiamano, quel territorio del sud-est asiatico che solo un lungo volo in aereo rende raggiungibile e che non è mai stato colonizzato. La Thailandia è uno di quegli angoli di mondo che è impossibile non amare, dove una tavolozza di colori intensi sembra perfettamente distribuita tra spiagge color turchese e vegetazione fitta. Il buon rapporto qualità prezzo, così come le diverse isole presenti lo rendono un luogo perfetto nei diversi periodi dell’anno, evitando di volta in volta le aree colpite dai monsoni stagionali.

Come muoversi: quando andare, clima e come spostarsi

La maggior parte dei turisti giunge in terra thai nel corso della stagione relativamente fresca e secca, per capirci quella che va da dicembre a febbraio. In questi mesi, infatti, le precipitazioni sono scarse e le temperature non superano quasi mai i 32 gradi centigradi, se non nelle ben più fredde aree collinari. Tuttavia, è chiaro che se scegliete le settimane in questione, troverete i prezzi più alti e gli hotel super affollati. Da maggio a giugno, invece, la colonnina di mercurio si alza molto e si toccano i 38° con un alto livello di umidità soprattutto nelle pianure del Nord-Est. Da giugno a novembre, si assiste alla stagione delle piogge, ma resta il momento migliore per apprezzare con relativa pace la bellezza del Paese, anche se piove ogni pomeriggio. Il verde è acceso e rare sono le precipitazioni a carattere monsonico. Il clima, dunque, è diviso in tre stagioni: la secca (dicembre-febbraio), quella caldissima (marzo-giugno) e quella delle piogge (giugno-novembre). In ogni caso, persino nei giorni più freschi, il caldo può essere sfiancante e a dominare l’area sono costantemente i monsoni stagionali che sono però facilmente prevedibili. Per chi desidera vedere la turistica Ko Samui, per esempio, venti e piogge possono arrivare più facilmente tra novembre e dicembre.

In Thailandia si può acquistare di tutto e a prezzi decisamente bassi, per cui basta portare abiti di cotone leggero o di fibre naturali. I capi eleganti possono essere richiesti soltanto all’interno di qualche ristorante di lusso e, in generale, basta mettere in valigia il minimo indispensabile. Un paio di scarpe comode, dei calzini per entrare nei templi religiosi, un piccolo kit medico, e un adattatore per caricare i propri dispositivi elettronici. Indispensabile è assicurarsi di avere una copertura assicurativa stipulata in Italia e per entrare nel Paese serve un passaporto con una validità di almeno sei mesi dal giorno di arrivo.

Per quanto riguarda gli spostamenti: in aereo, sono diverse le compagnie che operano sui venti aeroporti nazionali, ma la maggior parte delle tratte sono coperte dalla Thai Airways. Le destinazioni minori, invece, sono raggiunte da Bangkok Airways. Da Bangkok, diversi aeromobili atterrano in città come Chiang Mai, Chiang Rai e Phuket. I treni, ancora, offrono un modo alternativo e divertente per spostarsi nel Paese. Le tariffe sono ragionevoli ed esistono tre classi: la terza piuttosto scomoda, la seconda con sedili reclinabili e la prima con servizi eccellenti. In molte città minori, poi, si può arrivare solo con gli autobus, ottimi se i tragitti sono brevi o affittare dei pullman privati. Chi volesse affittare un’auto o una moto, deve valutare l’estremo caos della capitale. Specialmente per le motociclette bisogna prestare attenzione che funzioni tutto per evitare incidenti.

E i trasporti pubblici?

Bangkok è l’unica città ad avere un sistema di autobus sviluppato e da qualche tempo ha inaugurato lo skytrain, la ferrovia sopraelevata. In alternativa si può optare per un taxi, sempre presente nelle maggiori aree turistiche.

Cosa vedere, quanto restare?

La durata di un viaggio da queste parti varia a seconda degli spostamenti. In linea generale, vista anche la distanza, le mille attrazioni e il tempo necessario per superare il fuso sarebbe meglio fermarsi per un periodo non inferiore ai 10-15 giorni.

  • A Bangkok, che in realtà ha un nome lunghissimo e impronunciabile un giro dovrebbe comprendere il Wat Phra Kaeo (il Tempio del Buddha di Smeraldo) e il Grand Palace, il Wat Pho o Tempio del Buddha Inclinato, il Museo Nazionale e almeno Chinatown per la parte occidentale. Il tour può poi proseguire in quella orientale con la Siam Society che preserva da anni la cultura tradizionale thai e i luoghi dello shopping.Nella zona di Siam Square, ad esempio, sorgono diversi shopping center, così come verso est interessante è il Central World Plaza. Lungo il fiume Chao Phraya, particolare è seguire l’itinerario a piedi nel’antico quartiere farang, tra chiese, moschee e la Vecchia Dogana. Il quartiere Dusit, invece, è carico di uffici governativi e residenze reali e splende in tutta la sua eleganza. Vi si trova pure l’omonimo parco e il Museo delle Barche Reali, così come il Wat Arun, il Tempio dell’alba”. Per concludere il giro, non si può rinunciare a una passeggiata in battello lungo il fiume Chao Phraya.

  • Le altre soste da prevedere nel proprio itinerario sono molto legate anche al tipo di viaggio che si desidera fare. Per chi ama il relax, il mare ma anche la movida c’è l’Isola di Phuket, Phi Phi Island, Pattaya, Ko Samui. Per riscoprire cultura e storia del Paese, è molto interessante Chiang Mai a nord del Paese o anche Ayutthaya e Sukhotai o Chiang Rai. Per il divertimento sfrenato, infine, un giusto compromesso si può trovare a Patong. Per una vacanza su misura.

Photo Credit: Francesca Spanò

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