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Come coltivare i finocchi: ecco il trucco

Il finocchio è una pianta che in particolare in alcuni mesi dell’anno inizia a svilupparsi in modo molto importante e diventa estremamente popolare in ambito gastronomico. Seppur conosciuto anche dai nostri antenati molto antichi, la sua coltivazione pare essere relativamente recente, in quanto iniziata davvero in modo prolifico e su vasta scala dopo il Rinascimento, pur come detto conosciuto in passato anche per le ottime capacità diuretiche ed aromatiche. Coltivare i finocchi è qualcosa di conosciuto e possiamo anche deciderlo di farlo in “privato” nel nostro giardino.

La semina è relativamente semplice ma far crescere questi ortaggi molto salutari, ricchi di anetolo che ha funzioni diuretiche, e fibre, non è semplicissimo.

Ecco perchè esistono vari trucchi e metodi molto specifici per questa pianta dalle peculiarità particolari.

Sai come coltivare i finocchi? Ecco il metodo migliore

E’ bene specificare che ogni forma di finocchio che troviamo da seminare o da acquistare direttamente sono il risultato di varie cultivar quindi identificano vari “incroci” di varia natura che si sviluppano varianti.

Per questo è importante ricordare in primo luogo alcune cose, ossia non tutti i finocchi da coltivare “vivono” bene in un particolare contesto climatico o nella stessa stagione, alcune fruttificano in autunno, altre in primavera.

Poi bisogna assicurarsi di avere a disposizione un ambiente dal clima non troppo “ballerino” ma stabile, e poi si passa per gestire il tipo di terreno, preparandolo adeguatamente, zappandolo e vangandolo adeguatamente alcune giornate prima della semina, in quanto il finocchio è una pianta abbastanza delicata, che non ama particolarmente terreni troppo compatti e soprattutto eccessivamente ristagnanti d’acqua. Alcune settimane prima è una buona idea aggiungere un po’ di compost animale, come ad esempio il letame.

Privilegia climi miti, non superiori ai 30 gradi e non inferiori ai 10 gradi, in tutte le condizioni ha bisogno di luce, se si sceglie la seminatura bisogna adeguarsi e sistemare, dopo la già menzionata vangatura e zappatura (il terreno deve essere completamente “pulito”, ossia libero sia da ostacoli come rocce o altro ma non utilizzato da altre piante precedentemente), ed i semi devono essere inseriti a pochi cm di profondità, generalmente 1 cm e mezzo, con una distanza 30 cm tra una pianta e l’altra, disoponendo le file a 50­/70 cm di distanza.

I fusti possono essere raccolti generalmente dopo almeno due mesi dalla crescita effettiva: l’irrigazione è fondamentale per ottenere una pianta bene in salute, evitando di far mancare mai una anche minima quantità di acqua (il terreno deve essere sempre leggermente inumidito).

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