Cape Town, l’antico quartiere malese di Bo Kaap e i suoi segreti

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Noi di Travelglobe siamo stati a Bo-Kaap nel 2016 e ne conserviamo un ricordo meraviglioso. Immaginatevi di camminare tra stradine fiancheggiate da case dai colori super accesi che il sole illumina con sfumature diverse a ogni ora del giorno. La suggestione è garantita e ci si sente circondati da incredibile bellezza. Questo quartiere di Cape Town, in Sudafrica, sorge sulle pendici di Signal-Hill, al fondo di Wale Street e letteralmente significa “sopra il Capo”.

La storia e i segreti del quartiere malese

Dalla seconda metà del XVIII secolo tra queste abitazioni punteggiate di rosa, verde, giallo e color del cielo, si era insediata la popolazione musulmana della città, in un quartiere di pittoresche villette a schiera. Per quanto riguarda, invece, lo stile architettonico non è unico, ma piuttosto un mix che crea un insieme piacevole alla vista. Si va dal Cape Dutch, o stile coloniale olandese del Capo, a quello georgiano ed edoardiano combinati con elementi tipici della cultura islamica. Un esempio su tutti, in questo caso, è rappresentato dall’antica moschea Auwal del 1768. I primi abitanti arrivarono dall’arcipelago malese, che venivano chiamate le Indie orientali, prima della fine del XVII secolo. Si trattava in buona parte di schiavi, detenuti, esiliati politici, ma spesso di alto rango e cultura.

Dal passato al presente

Nel 1760 il produttore olandese di vino, Jan de Waal, comprò un importante lotto di terra ai piedi di Signal-Hill fino a Chiappini Street e vi fece costruire diverse case in affitto (huurhuisjes). Dovevano servire per i suoi schiavi, gli stessi che quando furono liberati nel 1834 portarono alla costruzione di ulteriori dimore dello stesso tipo e alla nascita del singolare quartiere. Le loro facciate sono molto strette, ma all’interno sono particolarmente profonde e, in questo modo, diversi musulmani si trasferirono nella parte nuova di Bo Kaap. Si trattava di sarti, calzolai ebanisti, argentieri e pescatori. Oggi questa zona è un vero monumento a cielo aperto: dall’inizio del XX secolo è sottoposto a tutela e nel 1966 l’area tra Rose e Chiappini Street e tra Wale Shortmarket Street, è considerata monumento nazionale.

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