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Aftermath #037-Ace&Cozze ©Giacomo Giannini
Aftermath #037-Ace&Cozze ©Giacomo Giannini

AFTERMATH, LE TRACCE DELL'UOMO

Testo e foto di Giacomo Giannini

Aftermath è un progetto iniziato nel 2002 e che ancora porto avanti. Come in tutti i miei lavori,  inseguo le tracce lasciate dall’uomo sulla terra e, attraverso indagini circoscritte e continue catalogazioni, divengo testimone di un mondo usa e getta che racconta la nostra civiltà, denunciando quel modello di sviluppo che mette la merce davanti alla persone, ma sottolineando il nuovo valore estetico e visionario che assume tutto questo.

Aftermath è la scoperta di un mondo diverso e che spesso osserviamo di sfuggita, è un nuovo censimento, una visione ulteriore delle cose. Ciò che voglio non è solo puntare il dito e sottolineare un’idea di genere umano incapace di amare la propria terra come dovrebbe, è sottolineare la magnificenza della natura che ci circonda, che nonostante tutto accoglie difendendo sempre le sue fondamenta. Mostro scenari e membri di una nuova “popolazione”, riconsidero il concetto di ecosistema. Il mio è uno studio sulle nuove interrelazioni che esistono tra gli organismi viventi e quei frammenti di oggetti custoditi dalla terra, diventati nel tempo testimonianze e reperti di nuova archeologia.

Scatti senza spazio e tempo, che rivelano qualcosa per nascondere altro.  Fotografie prive di esseri umani, eppure in grado di richiamarne sempre la presenza; scarti, rifiuti, abbandonati e occultati che ritornano a vivere tra noi, custodi di una propria anima.

Qualcosa di levigato, lacerato, insabbiato, dissolto, svelato dal vento e trasformato dal tempo.

Aftermath #011 ©Giacomo Giannini
Aftermath #011 ©Giacomo Giannini
Aftermath #019 ©Giacomo Giannini
Aftermath #019 ©Giacomo Giannini

Bio

Giacomo Giannini figura di rilievo nel mondo del design, è art director, fotografo, video maker e svolge una continua attività di ricerca per l’innovazione dei linguaggi visivi. I suoi progetti hanno sempre una forte componente sperimentale ed è conosciuto per la sua capacità di interpretare ed elaborare in modo insolito e innovativo soggetti, luoghi, cose, persone.
Nel suo progetto “Isle of View”  osserva il mondo da una posizione privilegiata, a bordo di un elicottero insegue le pennellate cromatiche, le macchie, le ferite, le contraddizioni dei segni che l’uomo traccia sulla terra. Conduce chi osserva in una realtà inaspettata, fa volare e trattenere il fiato per la bellezza dei colori e dei paesaggi e fa riflettere sulle fragilità del pianeta e dell’uomo, sul rispetto per se stessi e per ciò che ci circonda.

Aftermath #041©Giacomo Giannini
Aftermath #041©Giacomo Giannini

Alessandro Mendini definisce Giannini un esplicito personaggio Neo Pop, acuto analista del Grande e del Piccolo, con abilità esplora il mondo umano e quello appartenente agli oggetti, come quando realizza “Domestiche”,  Polaroid 50×60  stampate in foto transfer e montate su tela, pezzi unici che hanno per tema l’inquinamento domestico. Giannini si muove nel ristretto spazio della cucina, circoscrive un mondo a volte indefinito altre, fittizio e surreale, abitato da confusione, strani animali e infinite suggestioni. Una sequenza di visioni domestiche sfumate in cui si aggirano “hitchcockiani” insetti di plastica, pasti ricchi con deformazioni, tradizioni, allusioni continue alla carne e alla forma del corpo.
Si definisce un collezionista delle collezioni. Da anni scopre e cataloga oggetti che hanno un particolare valore scenico e che nel suo immaginario diventano icone e lettere di un linguaggio attraverso il quale raccontare le loro vite precedenti, presenti e spesso anche future e ipotetiche.
Una Ragionevole Combinazione di Oggetti” è una raccolta di foto in continuo sviluppo, ogni oggetto ha un ruolo e un preciso rapporto con gli altri e con l’ambientazione. Crea storie che prendono vita come in dei teatrini nei quali ricordi, visioni fantastiche e poesia si mescolano, regalando una molteplicità di probabili interpretazioni negli occhi di chi guarda.
Oggi Giannini è impegnato in un progetto dal titolo “Una casa nella casa. In un periodo nel quale le mura domestiche sono spunto di riflessione per molti, esplora quello che definisce da sempre un luogo di scoperta infinito, osserva le sue sfaccettature, dagli oggetti ai sentimenti che la popolano e, per farlo, si avvale di un plastico, una riproduzione di un appartamento che posiziona all’interno della sua abitazione. Usa un microcosmo per guardare da vicino e dilatare l’orizzonte del suo vivere in uno stile di stampo surreale, tra oggetti a volte eccessivi, ironici, altri mistici, immersi in oniriche rappresentazioni della realtà con l’idea di abbracciare questo diorama dell’anima e riversare tutte le emozioni e le sensazioni nella casa dando loro una forma e rendendole finalmente libere.

Aftermath #052 ©Giacomo Giannini
Aftermath #052 ©Giacomo Giannini
Aftermath #044©Giacomo Giannini

Progetti, mostre, note

–Nel 1985 esordisce in campo artistico con un lavoro sugli spazi artistici destinati alla scomparsa: “Geografie della memoria”, curato da Roberta Valtorta (Milano, Galleria Camera Chiara, 1985, catalogo a cura di Roberta Valtorta e Valerio Dehò).
–Nel 1993 Palazzo Thiene (Vicenza) gli dedica un’antologica nell’ambito della rassegna “Grandi Fotografi a Vicenza, curata da Giovanna Calvenzi. Seguono nel tempo mostre personali e collettive, e partecipazioni a Biennali.
–Nel 1994 mostra collettiva “Tre viste su Milano”espone immagini aeree realizzate dall’elicottero aventi per soggetto la città di Milano   (Triennale di Milano).
–Nel 1995 partecipa alla mostra collettiva “Il paesaggio italiano del Novecento” con immagini dal taglio particolare, realizzate dall’elicottero, aventi come soggetti i maggiori monumenti delle piu note città Italiane (Palazzo Reale, Milano).
–Nel 1995 realizza “Domestiche” lavoro in Polaroid poi trasferite su grandi tele (VI Biennale Internazionale di Fotografia, Torino). Curata da Denis Curti.
–Nel 1996 in collaborazione con Studio Mendini e Regione Abruzzo realizza “Sulle tracce del lupo”, una ricerca espressiva basata sul colore. Novanta immagini utilizzate come scenografie  per una mostra itinerante sul lupo d’Italia. Curata da Alessandro Mendini.
–Nel 2002 collettiva “Fotografia e Design. L’immagine Alessi” a cura di Claudia Zanfi (Palazzo S.Margherita, Modena).
–Nel 2003 è presente con delle grandi opere (1.2m. x 3m.) tratte da “NaturaColor/Sulle tracce del Lupo” a “Hotel Emotion”(Milano, Host, a cura dell’Atelier Mendini).
–Nel 2009 Collettiva “Istanti di natura” con i suoi ”Fiori dimenticati” curata da Denis Curti (Spazio 81more, Milano)
–Nel 2009 Personale dove espone i “Fiori dimenticati”  (Temporary Gallery_Paola Sosio ,Bormio 2009 )
–Dal 2002 lavora su “Aftermath”, una catalogazione di “reperti” di nuova archeologia, scarti, rifiuti abbandonati e occultati per far perdere loro le tracce. La testimonianza di un mondo usa e getta che racconta la nostra civiltà ed eredità lasciata. Grandi stampe su PVC 135×180 cm.
–Nel 2009 realizza “Angelica”. Immagini stampate direttamente su una serie di quaderni degli anni 40/50 compilati durante il liceo da persone sconosciute al fotografo. Il lavoro raccoglie l’eredità di Pornocolor, una serie di foto scattate nel 1994 all’interno del MISEX.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

–Nel 2010 Realizza clip d’autore per la mostra “Ethical and Radical”  Alessi (Philadelphia Art Museum, Philadelphia)
–Nel 2011 partecipa a Mia Air Fair con Paola Sosio Contemporaney Art.
–Nel 2012 partecipa a The Others Art Fair Torino e nel 2013 con Paola Sosio Contemporary Art.
–Nel 2012 espone l’intero ciclo di 40 opere “Isle of View” a Innsbruck, presso il Foto Kunst Stadtforum di BTV Banck o Tyrol. Curata da Denis Curti.
–Dal 2012 lavora al progetto “Una ragionevole combinazione di oggetti”. “Frame di racconti” stampati su plexiglas per restituirne la profondità dei diorami.
–Nel 2015 realizza le prime “Blisterografie”, una serie di ritratti /visioni ai suoi Blister.
–Nel 2017 espone all’interno della mostra “Capri: un’isola per la fotografia la collezione ideale” a cura di Denis Curti Fondazione Capri.
–Nel 2018 sviluppa la relazione arte e scienza all’interno del lavoro “Blisterografie” con il centro di Neuropsicologia cognitiva dell’ Ospedale di Niguarda di Milano che ha visto in questo progetto un interessante punto di partenza per una serie di sperimentazioni scientifiche.
–Nel 2019 partecipa a Mia Art Fair , The Phair 2019 e a The Other Art Fair Torino con Paola Sosio Contemporaney Art.
–2020, Giannini produce il progetto dal titolo “Una casa nella casa”, un’ edizione in fine art sviluppato durante il lockdown per Covid 19.
–Nel 2022 partecipa a Mia Art Fair , Milano con Paola Sosio Contemporaney Art.
–Nel 2022 “La Tradizione del Nuovo” a cura di Marco Sammicheli.

Giacomo Giannini partecipa alla Mostra concepita in occasione della 23a Esposizione Internazionale di Triennale Milano “Known Unknowns” con una selezione di immagini icone nel mondo del design.

La Galleria di riferimento di giacomo Giannini è:

P  A  O  L  A    S  O  S  I  O    C O N  T  E  M  P  O  R  A  R  Y    A R T

paola sosio contemporary art│milano , un progetto che nasce nel 2009, dedicato prevalentemente alla fotografia d’arte. Una “galleria  nomade, liquida” che ha scelto un innovativo approccio muti-canale per sviluppare un programma vivace e inconsueto di sinergie e gemellaggi con gallerie e spazi alternativi, organizzare mostre curate in modalità pop-up,  partecipare a importanti Fiere di Arte Contemporanea, combinare inoltre la componente digitale per presentare mostre on line. Di base a Milano, ma con i suoi “muri mobili” in realtà ovunque. 

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