A Venezia, Luigi Pericle. Beyond the visible

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A Venezia, Luigi Pericle. Beyond the visible

di Daniela Bozzani

“L’arte ha sempre il presentimento degli accadimenti futuri”

Dopo anni di inspiegabile oblio riemerge, grazie alla Fondazione Querini Stampalia, un protagonista della pittura europea del secondo Novecento. Luigi Pericle (Basilea 1916 – Ascona 2001), svizzero di origine marchigiana, è apprezzato dai nomi più importanti del sistema arte negli anni ’60. Espone accanto a artisti come Appel, Jorn, Tàpies, Dubuffet o Mathieu. Abbastanza inspiegabilmente però, nel 1965 si ritira a vita privata con la moglie, pittrice, Orsolina Klainguti. Pur continuando a dipingere rifiuta categoricamente di esporre.

Pittore, illustratore, letterato

Pericle, affascinato e studioso delle discipline orientali, della teosofia e delle dottrine esoteriche si trasferisce ad Ascona dove si respira l’influenza del clima mistico legato al paradiso anarchico del Monte Verità, la famosa Collina della Utopia, isolata nei boschi sopra Ascona. Uomo dai mille interessi, sfugge alle classificazioni. E’ un artista e un fumettista (è sua la marmotta Max del 1951, nota anche negli Stati Uniti e in Giappone). Ma, volendo tenere separate le due professioni, per il suo lavoro di illustratore, sceglie di usare il cognome paterno, Giovannetti.

Pericle passa all’astratto distruggendo le opere figurative

Nel 1958, per dare inizio a una nuova fase della sua produzione artistica, distrugge tutte le opere in suo possesso tranne una. Usando particolari tecniche di lavorazione, su cui continuerà a sperimentare negli anni, passa all’astrattismo informale. Solo un anno dopo un noto collezionista basilese, Peter Staechelin, nota la sua pittura e tra i due nasce una fervida collaborazione e profonda amicizia. Pericle lo definisce un “virtuoso del vedere”, capace di comprendere l’opera e di “leggerne i segni più difficili”. Staechelin, vendendo alcuni disegni di Schiele e Klimt in suo possesso, baratta le numerose opere acquisite con una casa ad Ascona, dove i coniugi Pericle risiedono fino alla morte.

Gli anni del cambiamento radicale

Sono gli anni tra il 1958 e il 1965 quelli in cui Pericle, realizza le sue più importanti esposizioni riuscendo a vendere molte opere. Nel ’65 il consulente artistico di Peggy Guggenheim parla di Pericle come di un artista che, attraverso l’espressione astratta, è alla “ricerca della Bellezza Assoluta”, della “essenza profonda” delle cose e della loro condizione spirituale. Dopo questo periodo di successo e la morte dell’amico Staechelin, Pericle, sceglie di ritirarsi nella casa di Ascona per dedicarsi alla propria arte, libero da vincoli e committenze.

L’abbandono della pittura

Dagli anni ’60 agli anni ’80, realizza una serie sterminata di opere su tela e masonite, china e disegn,i ma schiva qualsiasi tipo di risonanza. Sono anni caratterizzati dall’isolamento, ma da una ricchissima produttività anche in campo letterario, astrologico, filosofico e teosofico. Dal 1980 Pericle cessa di dipingere, orientando la sua sete di conoscenza verso l’approfondimento delle discipline a lui più care e alla stesura di un romanzo autobiografico e visionario (Fino alla fine dei Tempi), concluso nel 1996. Alla morte dell’artista nel 2001, la casa rimane abbandonata per 15 anni. Le opere sono state trovate dalla famiglia Biasca-Caroni durante i lavori di ristrutturazione della casa.

I quadri nascosti nella casa di Ascona

La mostra, promossa e coordinata dall’Associazione non profit “Archivio Luigi Pericle” di Ascona, mira a far luce su un’artista di straordinario spessore, presentando un patrimonio di opere e scritti rimasti sepolti per 15 anni nella casa abbandonata dopo la morte dei coniugi. Il percorso espositivo segue un excursus cronologico di un ventennio diviso per serie: le piramidi e gli orologi (March of Time), i portali (Matri Dei), le lune, i golem, gli arcangeli, i mostri memori della lezione di Francisco Goya e del suo sonno della ragione, che qui tuttavia apre nuove possibilità di investigazione dell’ignoto.

INFORMAZIONI

Cosa: Luigi Pericle. Beyond the visible.

Dove: Fondazione Querini Stampalia/Area Carlo Scarpa, S.Maria Formosa, Castello 5252 Venezia.

Quando: 11 maggio – 24 novembre.

Orari: da mertedì a domenica dalle 10 alle 18 (la biglietteria chiude 30 minuti prima). Chiuso il lunedì.

Biglietti: 14 € intero, ridotto 10 €. La visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Fondazione Querini Stampalia.

Linkwww.querinistampalia.org.

  • In aggiunta alla mostra ad Ascona (Svizzera) esiste un Archivio Luigi Pericle visitabile previo appuntamento:

Dove: Associazione Archivio Luigi Pericle, via Signore in Croce, 1. 6612 Ascona. Tel. 0041917851515

Orari: da martedì a sabato 10-12/14-18

Ingresso: gratuito.

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