8 luoghi nel mondo che vorrebbero meno turisti: un modo come un altro per tutelare il territorio

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8 luoghi nel mondo che vorrebbero meno turisti: un modo come un altro per tutelare il territorio

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di redazione | @travelglobemag

Paesi che vivono di turismo, o quasi, ma che preferiscono avere meno visitatori per tutelare il proprio patrimonio naturale. Sembra una cosa impossibile, eppure ci sono almeno 8 luoghi al mondo dove i turisti sono sgraditi, almeno per il momento. Vediamo nel dettaglio quali sono, mentre qui sopra trovate la gallery da sfogliare.

Venezia

Oltre all’acqua che, inevitabilmente, ne intacca palazzi e infrastrutture, Venezia ha un altro grosso problema: le navi da crociera. Il traffico navale è quintuplicato negli ultimi quindici anni e l’aumento scriteriato degli affitti ha obbligato i locali ad abbandonare la città. Pare, infatti, che già nel 2030 i nativi veneziani saranno pari a zero. Per questi motivi è stato chiesto di vietare l’accesso delle navi da crociera e di obbligare i gruppi a prenotare con anticipo la visita. Per ora non è prevista una limitazione del numero dei visitatori, ma manifesti in giro per le strade fanno capire che i turisti non sono proprio bene accetti.

Cinque Terre

Uno dei siti più amati in Italia per le sue pittoresche case e il mare blu, che vuole limitare l’accesso ai turisti per preoccupazioni ambientali. È stato chiesto, infatti, di contingentare il numero di ingressi a 1,5 milioni l’anno, contro i 2,5 milioni del 2015.

Santorini, Grecia

Santorini, l’isola più amata delle Cicladi, non intende contingentare tutti i i tipi di turismo, ma solo quello da crociera. Nell’alta stagione, infatti, sbarcano fino a 10mila persone al giorno, invadendo spiagge e strade. Per il 2017 è prevista una limitazione a 8mila visitatori da nave al giorno, che sembra una riduzione minima ma nel totale della stagione è significativa.

Koh Tachai, Thailandia

Tra gli 8 luoghi che vogliono meno turismo c’è anche Koh Tachai, una delle più belle isole della Thailandia che fa parte del Parco Nazionale di Similan. È stata chiusa già lo scorso anno e a tempo indeterminato a causa dei danni provocati dal massiccio afflusso turistico.

Altre tre isole – Koh Khai Nok, Koh Khai Nui, e Koh Khai Nai – che si trovano al largo della costa di Phuket hanno seguito lo stesso esempio, anche se non in maniera così drastica: il turismo qui è stato drasticamente limitato, obbligando i tour operator a seguire una rigorosa di regole su quando, dove e come visitare le isole.

Norvegia

La Norvegia vorrebbe mettere un limite ai trekker, che vogliano raggiungere i siti più popolari come Pulpit Rock e Troll Tongue. L’Associazione Turistica afferma che accadono troppi incidenti con relativi interventi di soccorso ed è per questo che sono state chieste leggi restrittive.

Islanda

L’Ente per il turismo islandese, visto l’incremento del turismo, si sta chiedendo quanto incida negativamente sull’esperienza doverla condividere con migliaia di altre persone. I siti naturali sono limitati e non è possibile accogliere sempre più gente sperando che possano vivere le medesime emozioni di quando l’Islanda era conosciuta. e frequentata, da meno turisti. Il governo sta quindi cercando di porre un limite.

Isole Galapagos

Le isole Galapagos si trovano circa 600 miglia al largo della costa dell’Ecuador e ospitano oltre 9000 specie tra animali terrestri e acquatici. Dopo il recente rischio di estinzione dell’ecosistema, oggi le isole sono per il 97% parco nazionale e il turismo è monitorato con attenzione in modo che fauna e flora siano protette. I visitatori non hanno libero accesso e possono raggiungere solo alcuni siti accompagnati da una guida autorizzata.

Everest, Nepal

Il governo del Nepal ha imposto rigide regole per chi vuole tentare di raggiungere la vetta più alta del mondo. Oltre ad avere introdotto un costo più alto, tra i 10 e gli 11mila dollari, ha istituito un ufficio di controllo per verificare la salute e le condizioni della via di arrampicata. Da settembre 2015 gli scalatori inesperti non hanno il permesso di accedere e si sta pensando di introdurre anche dei limiti di tà.

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