Burning Man 2017: nel deserto del Nevada torna Black Rock City

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Burning Man 2017: nel deserto del Nevada torna Black Rock City

01/08/2017

Black Rock City Shelter

di redazione | @travelglobemag

Ogni estate, dal 1991, il deserto del Nevada diventa palcoscenico per uno dei festival che catalizza la cultura creativa del mondo. Si chiama Burning Man e si svolge nella temporanea città di Black Rock dal 24 agosto al 4 settembre.

Cos’è il Burning Man?

Il Burning Man è una sorta di festival di otto giorni che si svolge a Black Rock City, una città che nasce e muore – senza lasciare alcuna traccia – nel tempo dell’evento, nel deserto salato di Black Rock nello Stato del Nevada. Conclude la festa americana del Labor Day, deriva dal rituale che consiste nell’incendiare un grande fantoccio di legno il sabato sera e per parteciparvi bisogna attenersi a un rigido regolamento.

Ogni partecipante, infatti, deve arrivare dotato di: attrezzatura da campeggio, generatori di elettricità, cibo e acqua necessari alla sopravvivenza in un ambiente poco ospitale. Di giorno le temperature raggiungono i 40°C mentre la notte è caratterizzata da una forte escursione termica. Baratto e donazione sono il solo modo per scambiarsi i beni: in vendita si trovano solo ghiaccio e caffè. Visto che a Black City i cellulari non funzionano può essere l’occasione perfetta per una settimana di Digital Detox.

Chiunque partecipi ha la facoltà di organizzare concerti, mostre, performance e giochi segnalandoli o meno all’organizzazione del festival. Insomma, un evento dove fare comunità all’insegna dell’arte, del rispetto e della sostenibilità. Il tema 2017 è Radical Ritual e invita i partecipanti a creare riti interattivi, processioni rituali, immagini elaborate, santuari, icone, templi e visioni.

L’accesso è regolato da un biglietto non proprio a buon mercato, ma forse l’esperienza vale la spesa.

Le foto di Philippe Glade

Black Rock City Shelter

Black Rock City, abbiamo detto, esiste solo per gli otto giorni del Burning Man solo il quale sparisce senza lasciare alcuna traccia. C’è però il fotografo Philippe Glade che nel 1996 ha iniziato a immortalare le architetture effimere, raccogliendole poi in un libro dal titolo Black Rock City NV: The New Ephemeral Architecture of Burning Man, edito da Real Paper Books. Più di 200 foto che sono diventate anche un riferimento per architetti e urbanisti.

Ph Philippe Glade

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