Okinoshima, l'isola per soli uomini

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NATURA

Okinoshima, l’isola per soli uomini

26/05/2017

okinoshima

di redazione | @travelglobe

Okinoshima è una piccola isola al largo della costa nord occidentale di Kyushu, in Giappone, e può essere visitata esclusivamente dagli uomini. Presto diventerà Patrimonio UNESCO per il suo ricco patrimonio archeologico e religioso, ma fuori dai confini nazionali è conosciuta più che altro per il divieto di accesso per le donne.

Okinoshima, l’isola sacra

Tra il IV e il IX secolo, durante l’epoca d’oro dei commerci nel sud est asiatico, i viaggiatori trovavano sull’isola un rifugio sicuro durante le traversate. Nei secoli, le persone che sono passate da lì hanno lasciato circa 80 mila offerte votive come spade, specchi e perle. Questi manufatti sono particolarmente preziosi e protetti perché sono antecedenti ai primi scritti religiosi giapponesi. Tutt’oggi in Giappone Okinoshima è considerata sacra e le tradizioni del suo santuario sono ancora osservate.

Perché è vietata alle donne?

Come in altri luoghi considerati sacri, ad esempio il Monte Athos in Grecia, le donne non possono accedere perché si pensa che il sangue del ciclo mestruale possa contaminare il luogo.  Altri, invece, sostengono che la proibizione sia dovuta al fatto che l’isola ospiti un kami, uno spirito, considerato una divinità dai fedeli scintoisti. Anche gli uomini, comunque, devono sottoporsi aut rito di purificazione prima di sbarcare e per questo motivo l’isola è molto poco visitata. Che sia un modo per tenere lontani i curiosi?

L’ecosistema è comunque molto fragile anche a causa dei ratti predatori che hanno sterminato le famiglie di uccelli locali, impoverendo la biodiversità. Alcuni locali pensano, infatti, che un maggior afflusso di gente potrebbe allontanare i topi, ma altri preferiscono continuare a preservare il territorio limitando gli accessi.

Il divieto che riguarda le donne è un precetto religioso, non una legge, quindi se una donna dovesse raggiungere l’isola non commetterebbe un reato. Ma una grave offesa sì.

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