Apre a Milano il Maua, il primo museo di street art in realtà aumentata

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Apre a Milano il Maua, il primo museo di street art in realtà aumentata

10/01/2018

di Melania Bresciani

Nasce a Milano un nuovo museo di arte urbana diffuso, a cielo aperto. Il Maua racchiude 50 opere di street art sparse per i quartieri meno centrali, che all’improvviso prendono vita con animazioni, musiche, colori. Avete presente i quadri animati di Harry Potter? Ecco, qualcosa del genere, ma con meno magia e più tecnologia.
Il Maua è un museo molto particolare: senza pareti, ma con centinaia di muri, accessibile a tutti in qualsiasi momento, grazie all’app Bepart. Basta scegliere il percorso preferito e, una volta sul posto, inquadrare il murales con lo smartphone. Grazie alla tecnologia della realtà aumentata l’opera si fa doppia, diventando un’opera di arte digitale.

La realtà aumentata di Bepart

Bepart è un’innovativa start up milanese, fondata nel 2013 da Giovanni Franchina, Lilia Haralampieva e Joris Jaccarino. L’applicazione, scaricabile gratuitamente su iOS e Android, ha l’obiettivo di rendere l’arte digitale fruibile dagli smartphone, creando una community interattiva e una vera e propria piattaforma artistica. Bepart unisce arte, tecnologia e realtà aumentata, e rende per la prima volta disponibile a tutti questo strumento. Le immagini reali e i contenuti digitali interagiscono e si uniscono, comunicando messaggi, riflessioni e idee.

Il Maua è stato inaugurato al centro culturale BASE Milano lo scorso 17 dicembre. È il primo Museo di Arte Urbana Aumentata al mondo. Nasce dal progetto “Milano Città Aumentata”, ed è uno dei vincitori del Bando alle Periferie promosso dal Comune di Milano.

L’obiettivo è suscitare curiosità per la street artvalorizzare e riqualificare i quartieri di Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e QT8-Gallaratese, e attrarre nuovi visitatori e turisti.
Le opere presenti sono state selezionate dagli abitanti, dagli studenti e dalle associazioni dei 5 quartieri, in un esperimento di curatela diffusa. Ne deriva una grande mappatura di street art milanese, con circa 218 opere. La comunità ha poi selezionato i 50 murales più rappresentativi, che fanno parte oggi del Maua. Per ognuna delle 50 opere sono state realizzate, da giovani designer, 50 opere di digital art, utilizzando modelli 3D, animazioni e suoni.

Come visitare il Maua

Per visitare le 50 opere di street art si può scegliere tra:

  • Tour gratuiti guidati, prenotabili sul sito mauamuseum.com. Passeggiando tra cavalcavia, parchi e sottopassaggi improbabili, pronti ad inquadrare le opere con l’app.
  • In autonomia consultando la mappa completa, disponibile su streetartfactory.eu, sull’app o sul sito web di Bepart, sul catalogo cartaceo disponibile al BASE Milano, nelle librerie o all’Infopoint del Comune.

Il bello di questo progetto è che anche chi non può partecipare di persona ai tour può fruire delle opere in realtà aumentata, basta inquadrare le foto con l’app per vederle animarsi. In tutti i casi, l’esperienza si fa doppia. Non ci si limita più a osservare i murales solo con i nostri occhi, ma con Bepart prendono vita e assumono nuovi significati.

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