Zalipie, il villaggio in Polonia che ha fatto dei fiori una necessità

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Zalipie, il villaggio in Polonia che ha fatto dei fiori una necessità

10/11/2017

di Federica Giuliani | @traveltotaste

Zalipie è un villaggio nel sud della Polonia, che ha fatto di necessità virtù trasformando i problemi di umidità in un’occasione per ricoprire le case di fiori, trasformando un borgo di campagna in un posto da vedere.

I fiori di Zalipie

Non piante fiorite sui balconi, ma colorati bouquet dipinti sui muri interni delle case di paese. Si narra che l’abitudine di pitturare queste piacevoli composizioni floreali sia nata nel XIX secolo dalla necessità di coprire le macchie provocate dall’umidità e dalla fuliggine; le donne capirono presto che i colori brillanti rendevano le abitazioni più belle e più resistenti al fumo.

Presto i disegni si fecero sempre più elaborati e si iniziò ad abbellire nella stessa maniera anche i muri esterni delle case, i pozzi, le stalle e ogni altra struttura dotata di una superficie da dipingere.

Ogni donna di Zalipie desiderava la casa più bella del paese e nacque una gara: la Malowana Chata (letteralmente “Il villino dipinto”); si svolge annualmente dopo il Corpus Domini e, dopo un’attenta valutazione, viene decretato il disegno migliore.

Il museo

L’artista più famosa di Zalipie è Felicja Curyłowa. Dopo la sua morte, nel 1974, la sua piccola fattoria è stata trasformata in un museo dove si possono ammirare le sue deliziose opere, che spaziano dai muri di casa, al soffitto, agli oggetti di uso quotidiano.

Per vedere, invece, le artiste all’opera bisogna andare alla Casa delle Pittrici; mio si possono ammirare i decori floreali ma anche ricami e le tipiche bambole di paglia.

Al di là di Zalipie

A circa un’ora e mezza di auto, si raggiunge Cracovia dove si può visitare la libreria più antica d’Europa oppure  se amate le leggende, il Castello. Si narra che un drago vivesse qui per terrorizzare la città. Il re promise che chi fosse riuscito a ucciderlo, avrebbe ricevuto in premio metà del regno e la figlia in sposa. Riuscì nell’impresa un calzolaio facendogli mangiare una pecora piena di zolfo, che gli fece bere il fiume di Cracovia fino a scoppiare.

Da non perdere nemmeno la Città Vecchia, il cui cuore è il Rynek, la piazza del mercato dove spicca quello dedicato ai tessuti. Nell’adiacente quartiere di Kazimierz, invece, bisogna vedere le sinagoghe e le vecchie botteghe con le scritte originali di quando era una zona abitata dagli ebrei.

Gli appassionati d’arte, infine, non possono mancare una visita al museo Czartoryski per vedere il capolavoro di Leonardo da Vinci La Dama con l’ermellino, opera finita a Cracovia dopo qualche perenigrazione in giro per l’Europa insieme a un Rembrandt e un Mantegna.

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