In Slovenia, sulle tracce del numero 5

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In Slovenia, sulle tracce del numero 5

09/04/2018

di Silvana Benedetti

La Slovenia è uno dei Paesi più verdi del pianeta e vanta con orgoglio il World Legacy Award, il premio che il National Geographic conferisce alle destinazioni più sostenibili del mondo. Non c’è dubbio, la Slovenia è proprio un piccolo angolo di paradiso del vecchio continente, dove madre natura è stata  particolarmente  generosa.  Un giardino magico che conquista il viaggiatore, per la delicatezza della sua anima slava, un affascinante connubio di timidezza prealpina e romanticismo pannonico, ma anche per la sua allure cosmopolita. E ora che la bella stagione spinge alle porte, è tempo di riappropriarsi della luce e dei profumi,   muoversi e godere degli spazi aperti e di tutte le meraviglie paesaggistiche che la Slovenia sa offrire. Ce n’è per tutti i gusti: vette montuose e verdi valli alpine, misteriosi paesaggi carsici sotterranei, sorgenti termali e affascinanti città culturali. Non manca proprio nulla. Pronti per partire?

Un navigatore molto singolare

Per tracciare il nostro itinerario ci siamo avvalsi di un navigatore molto singolare: e cioè un numero, il 5.

Il numero 5 simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e la genialità, l’evoluzione verticale, il movimento progressivo e ascendente. “Dammi il cinque” si dice nel battere con la mano su quella di un’altra persona come segno di confidenza, amicizia, accordo.

Ma che nesso c’è tra la Slovenia e il numero 5?

Ve lo sveleremo alla fine del nostro viaggio. Qualche piccola anticipazione?  Tanto per cominciare molti degli anniversari e dei successi nella storia della Slovenia, hanno tutti come comune denominatore il numero 5. Bled, è stata definita dalla rivista Forbes, una delle 5 località più idilliache d’Europa, 5 sono i siti Unesco del patrimonio naturale, culturale e immateriale della Slovenia, 5 sono i secoli della vite più antica del mondo di Maribor, 5 sono i musei con grandi viaggi nel tempo, 5 sono gli importanti eventi gastronomici estivi nel Paese.

Kranjska Gora e i trampolini più grandi del mondo

È uno dei centri sloveni più popolari per le vacanze attive nella natura in tutte le stagioni. Situata al confine nord-occidentale della Slovenia, Kranjska Gora, dà il meglio di sé durante la stagione invernale, grazie alle lunghe e numerose piste da sci. I suoi dintorni, però, sono splendidi durante tutto l’anno e offrono infinite possibilità di escursionismo, ciclismo e altre attività sportive. Da Kranjska Gora si può partire alla scoperta delle valli circostanti, tra queste l’Alta valle del Sava,  una tra le più belle vallate alpine: vaste foreste di conifere e larici, macchie alpestri estese sopra i margini dei boschi. Camosci, cervi e lepri, tra gli animali selvatici, fagiani di monte e rapaci, tra gli uccelli di montagna. All’imbocco della pittoresca valle di Planica, a 2 km da Kranjska Gora, si trova il rinomato Centro di salto con gli sci di Planica,  con i più grandi trampolini del mondo e teatro del salto più lungo della storia. Se vi sentite in forma e abbastanza audaci, potete salire in cima ai trampolini, ma soltanto per godervi la vista davvero spettacolare.

Il Triglav e il mitico Auricorno

Là, dove la Slovenia è più alta, si trova il Triglav (2864 metri). La montagna, rappresentata anche nello stemma sloveno, porta il nome di un antico dio slavo, signore del cielo e della terra. Qui si trovano i più grandi tesori che l’Auricorno, un camoscio bianco con le corna dorate, protegge dall’avidità della gente. La leggenda racconta che questo mitico animale, guardiano di tutta la bellezza delle Alpi Giulie, fu preda di un bracconiere che gli sparò al cuore. Dal sangue sparso sul terreno spuntò il fiore del Parco del Triglav, che guarì miracolosamente l’Auricorno. Il Parco Nazionale del Triglav, che si  estende quasi interamente nelle Alpi Giulie orientali, è uno dei più antichi parchi europei. L’area è protetta e tutelata da uno speciale e rigoroso regime di conservazione della natura. Il Parco sorprende con la sua ricchezza di flora: endemici fiori alpini, larici secolari, paludi di montagna. Questo è l’habitat delle specie di animali come camoscio, stambecco, aquila di montagna, gatto selvatico, urogallo, francolino di monte, civetta capogrosso e tanti altri ancora. Sulle montagne del Parco Nazionale del Triglav si snodano sentieri ben segnalati e, dove necessario, adeguatamente protetti. Lungo i sentieri si trovano anche numerosi rifugi alpini e baite.

Nova Gorica,  la capitale del divertimento

Costruita dopo la seconda guerra mondiale, su progetto del grande architetto sloveno Edo Ravnikar, discepolo di Le Corbusier, Nova Gorica è una vivace cittadina di confine che si è imposta nel panorama europeo come la capitale del gioco, e per questo meglio definita come la “Las Vegas” europea. Ma l’offerta di Nova Gorica non si esaurisce qui. Il divertimento si estende anche a livello culturale, a cui si aggiunge una pregiata gastronomia, accompagnata da una vasta scelta di ottimi vini.

Anche i dintorni di Nova Gorica sono circondati da numerosi tesori della natura. Tra questi l’Isonzo, il fiume dai riflessi color smeraldo, dove i più sportivi possono  praticare kayak, canoa e rafting.  Sulla collina Kostanjevica, a 15 minuti di cammino dalla città, si trova il Monastero Francescano. Tra le sue mura bianche, il monastero custodisce una biblioteca con oltre 10mila volumi antichi, la cripta con le spoglie di Carlo X (l’ultimo re Borbone di Francia), e un magnifico giardino, dove crescono alcuni splendidi esemplari di rose di Borbone. Una curiosità: la biblioteca è dedicata al linguista sloveno Stanislav Škrabec, che visse proprio nel monastero per oltre 40 anni. Non per nulla, tra gli scaffali, è custodita anche la prima grammatica slovena, pubblicata da Adam Bohorič nel 1584, con tanto di dedica dell’autore. Il bosco Panovec  è un’autentica foresta alle porte della città di Nova Gorica, e ricopre un’area di ben 380 ettari. Il bosco è attraversato da sentieri e percorsi didattici lungo i quali si possono osservare moltissimi tipi di alberi e piante, dall’acero montano alla quercia rossa, dal noce nero al bambù.  Nova Gorica nel mese di maggio si trasforma in un turbinio di profumi, suoni e colori,  grazie al “Festival delle rose“, fiore simbolo della cittadina slovena. Nel programma della manifestazione sono previsti diversi appuntamenti con l’arte, la musica, la gastronomia e le immancabili visite guidate ai roseti sparsi per la città.

Gli aristocratici cavalli lipizzani

Nella graduatoria delle località più visitate della Slovenia,  Lipizza (Lipica), a soli 2 km dal confine italiano, occupa una posizione di primo piano. Dopo aver acquistato la tenuta di Lipizza nel 1580, l’Arciduca austriaco Carlo, figlio di Ferdinando I, aprì una scuderia per l’allevamento dei cavalli destinati alla scuola di equitazione spagnola di Vienna e alle scuderie reali di Graz. Per ottenere la razza lipizzana, i cavalli spagnoli, arabi e berberi furono incrociati con la robusta e muscolosa razza del Carso. I lipizzani sono di statura relativamente piccola, ma dotati di una struttura molto possente. Alla nascita sono grigi o baj: il famoso colore bianco si sviluppa verso i 5-6 anni di età. Posseggono uno splendido senso dell’equilibrio e del ritmo, un’andatura agile e un carattere mite. Non c’è dunque da meravigliarsi se per secoli i lipizzani sono stati destinati sia al traino delle carrozze, sia alle esibizioni, durante le quali si inchinano, piroettano e danzano. L’Allevamento di Lipica, in attività da oltre 400 anni, è un luogo d’orgoglio sloveno e parte del suo patrimonio storico-culturale. Una volta entrati nella tenuta, vi attendono la visita all’antica stalla, al museo dei lipizzani e delle carrozze, un giro nei pascoli tra viali alberati e parchi, e la scoperta delle particolarità di Lipica e del Carso.

Le Grotte di Postumia e l’enigmatico Proteo

Le splendide Grotte di Postumia fanno parte di un sistema carsico di gallerie, ambienti e cunicoli sotterranei, che si snodano per 19 km nel cuore di un vasto altipiano calcareo ai margini orientali del bacino di Postumia. Un mondo fantastico fatto di stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate, colonne e pinnacoli simili a quelli delle cattedrali gotiche e cortine di pietra talmente sottili da risultare quasi trasparenti. L’apertura al pubblico avvenne nel 1819, in occasione di una visita dell’imperatore Francesco Ferdinando, prima di una lunga serie di visitatori illustri. Le Grotte di Postumia, sono le uniche grotte carsiche con una ferrovia al loro interno, costruita oltre 140 anni fa. Nella visita guidata, che dura un’ora e mezza, si scoprono tutte le peculiarità più importanti: la stalagmite più grande, chiamata il Grattacielo, alta ben 16 metri, il simbolo delle Grotte di Postumia di color bianco cristallino, il Brillante, l’ufficio postale più antico del mondo e l’animale più famoso: il proteo.

Nonostante all’interno della grotta vi siano circa 200 specie animali, la vera star è lui: l’enigmatico e affascinante Proteus Anguinus, altrimenti detto il “pesce umano”. Nel passato si credeva che le Grotte di Postumia fossero abitate dal drago, e che i protei fossero i suoi cuccioli. Il Proteus Anguinus è  il più grande predatore vertebrato  sotterraneo, che può vivere 100 anni e sopravvivere senza cibo oltre 8 anni.

Vicino alle Grotte di Postumia si trova il Castello di Predjama, incastonato in una parete rocciosa alta 123 metri, che da oltre 800 anni domina il paesaggio.  Attraverso gallerie sotterranee segrete è collegato alle grotte sottostanti. Il castello nel XV secolo divenne il rifugio del suo leggendario proprietario Erasmo di Predjama.  Il cavaliere brigante resistette per più di un anno agli assedianti, grazie alla sua straordinaria prestanza e alla posizione del castello. Per visitare le due attrazioni a disposizione c’è un autobus navetta che fa la spola tra le Grotte e il castello.

Lubiana: la città del Drago

Prima ancora di essere la capitale della Slovenia, Lubiana è il biglietto da visita del geniale architetto ed urbanista Jože Plečnik al quale, dagli Anni Venti,  fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, venne affidato il compito di ridisegnare la città, adattandola secondo i suoi gusti. Ispirato al design armonioso dell’antichità, Plečnik ha saputo combinare elementi classici e materiali locali, consentendo una pianificazione urbana sostenibile. Il modo migliore per andare alla scoperta di questa vivace e romantica città, è camminando oppure pedalando, perché tutto è a portata di mano. Sebbene a Lubiana ci siano diversi musei e gallerie d’arte, il vero fascino della città si coglie passeggiando per le vie del centro, tra i palazzi principeschi e i magnifici edifici. I ponti sono un elemento caratteristico della capitale slovena e regalano scorci suggestivi. Il più famoso è il Ponte dei Draghi. Originariamente chiamato Ponte del Giubileo, venne costruito nel 1900 per onorare i 40 anni di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe I, in sostituzione del vecchio ponte di legno detto “dei Macellai”. Nel 1919, l’opera fu rinominata Zmajiski Most (ponte dei Draghi), in riferimento alle mostruose creature collocate ai quattro angoli dello stesso, simboli presi dallo stemma di Lubiana. Per via dell’aspetto terrificante dei draghi sui piedistalli, i locali l’hanno ironicamente soprannominato “suocera”.  Graziosi caffè e locali affollano il lungofiume dove, soprattutto di notte, l’atmosfera si riempie di magia. La zona più affascinante e maestosa è la città vecchia, dominata dalla collina del Castello, con gli incantevoli palazzi, le chiese barocche e il labirinto di viuzze.

Poco lontano dal centro di Lubiana, si estende il polmone verde del Parco Tivoli, il più grande della città, dove, tra sentieri geometrici, viali alberati,  statue e fontane, è bello passeggiare, giocare o semplicemente incontrarsi.

Celje,  il fascino principesco

Il centro storico medievale, le antiche mura cittadine, le vie romantiche, la fontana di pietra, le statue, le facciate sontuose dei palazzi, le piacevoli piazze,  i ricchi contenuti dei musei, delle gallerie d’arte e dei teatri. Tanta diversità in uno spazio ridotto. Ecco ciò che conferisce a Celje un fascino particolare. Celje è la città di una delle più prestigiose famiglie medievali in Europa: i Principi di Celje. Ancora oggi, passeggiando per la  città, o durante le rappresentazioni estive della vita medievale,  si respira un atmosfera di regalità, tra antichi miti e leggende.

L’esempio più eclatante è dato dal Vecchio Castello (Stari grad) che domina da secoli la città dal colle: un luogo romantico, affascinante, imponente, dove rivivere storie d’amore, di gelosia, di cavalleria e di armi. Pare che il castello fosse collegato alla città e ai suoi dintorni da 4 gallerie sotterranee. La prima, che conduceva alle mura della città, era talmente alta, da permettere ai cavalieri di cavalcare senza doversi chinare. La seconda galleria sembrava conducesse alla torre, parte integrante del muro della città, la terza al centro della città, mentre la quarta, la più massiccia, sembra raggiungesse un castello vicino al fiume Savinja. I dintorni di Celje sono ricchi di boschi, prati e pascoli,  dove  si intrecciano numerosi sentieri escursionistici, ciclistici  che conducono a laghi, castelli, chiese e rifugi alpini. Senza contare che Celje è circondata da importanti centri termali e di benessere come, solo per citarne alcuni, Thermana Lasko, Terme Dobrna, Terme Olimia.

Novo Mesto: la città delle situle

Nella regione della Bassa Carniola, tra le colline vinicole, abbracciata dal corso del fiume Krka, la bella città di Novo Mesto, conserva una splendida eredità archeologica. Il campo Kapiteljska njiva è il più grande reparto archeologico dell’Europa centrale. Qui sono stati trovati oggetti unici di diverse epoche. Tra questi, uno su tutti: le situle, secchiello di bronzo con ricche decorazioni figurative. Così Novo Mesto ha preso il nome della “città delle situle”.  Va da sé, che una visita al Museo della Dolenjska, è assolutamente imperdibile. Nel museo, tra i reperti archeologici più preziosi del paese,  si trovano anche  dei corredi funerari delle tribù celtiche che popolarono la zona nella tarda età del Ferro.

Le manifestazioni tradizionali, i piatti tipici e i ritmi lenti e rilassati, conquistano chiunque passeggi per il bel centro storico. Lungo il fiume Krka si specchiano le pittoresche case dai tetti rossi, spesso rappresentate nei quadri di molti pittori. La particolarità della regione Dolenjska sono anche le “zidanice”, piccole casette realizzate ai bordi dei vigneti, adibite alla produzione del cviček, la specialità vinicola locale. La valle del fiume Krka, caratterizzata da boschi, cascate, laghi naturali, mulini e castelli, è per molti considerata tra le più suggestive. A soli 6 km c’è Otočec, dove, su un’isoletta al centro del fiume Krka, sorge un bellissimo castello, nel quale è possibile soggiornare. In tutta la regione vi capiterà di sentire un costante e leggero brusio: nessun timore, è quello delle api al lavoro tra i fiori, protese a produrre  il decantato miele della Dolenjska.

Siamo al termine del nostro itinerario. Adesso prendete la mappa della Slovenia e tratteggiate le tappe percorse.  Osservando con attenzione, l’immagine che appare non è forse quella di un grande numero 5?

Info: Ente del Turismo Sloveno

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