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Massachusetts, un tour tra cultura e cuore: ad Amherst, sulle tracce di Emily Dickinson

27/11/2017


di Francesca Spanò | @francynefertiti
Non è vero che la bellezza è soggettiva, si tratta invece di un concetto universale che si ritrova in ogni dove. Siamo circondati da armonia e possiamo scoprilo nell’arte, nei paesaggi, nei tratti di un volto, in un semplice ma perfetto tramonto. E così le parole di Emily Dickinson sono in grado di attraversare il tempo e lo spazio e accarezzare con la dolcezza di una piuma, il cuore di chi legge e ne percepisce direttamente le emozioni. Ancora oggi e senza bisogno di avere particolare talento nelle discipline umanistiche.

Chi era Emily Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson, questo il suo nome completo, nacque nel 183o ad Amherst da una famiglia borghese di tradizioni puritane. La poetessa statunitense aveva una famiglia molto rispettata a livello locale per il sostegno alle istituzioni scolastiche, già a partire dal nonno che era tra i fondatori dell’Amherst College. Il padre, poi, oltre ad essere tesoriere dell’Istituto, aveva degli incarichi di tutto rispetto presso il Tribunale Generale del Massachusetts, il Senato dello Stato e la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Nonostante i suoi studi non furono costanti, acquisì uno stile brillante sia in prosa che in poesia e raccontò l’amore, i sentimenti e la vita come pochi, nonostante una vita da reclusa e un carattere focoso. Si rifiutò, per esempio, di professarsi pubblicamente cristiana, come era in uso nel XIX secolo, considerando la religione un concetto personale e intimo che non riteneva andasse condiviso e ostentato.
Ad un certo punto della sua esistenza decise di non uscire più di casa, nemmeno per recarsi a far visita al fratello che abitava a pochi metri nella sua dimora fatta costruire dal papà di entrambi. Aveva 25 anni e cominciavano a farsi strada in lei disturbi nervosi e problemi agli occhi, così si rinchiuse al piano superiore della casa paterna e si estraniò da tutto e da tutti, interagendo di rado con i bambini che giocavano a breve distanza e passando loro delle torte con l’ausilio di un cestino o il pane legato ad una cordicella. Un anno importante fu il 1855 quando conobbe il reverendo Wadsworth e morì all’età di 55 anni di nefrite nello stesso luogo in cui era nata. Alla sua scomparsa, fu la sorella Lavinia che aveva dovuto bruciare per volere di Emily molti dei suoi scritti, a trovare per caso pile e pile di rime tutte rilegate in quaderni cuciti e chiusi con i nastrini, ben 1800. Erano sotto il letto e nei cassetti. Prima della sua dipartita erano stati pubblicati soltanto sette testi e il primo lo aveva scritto a soli 14 anni sul tema delle piante. 

Un carattere forte e introverso

Visse quasi tutte la vita nella sua casa natale che chiamava “la casa dell’anima”, adorava la natura ma era ossessionata dalla morte. Altra peculiarità è che vestiva di bianco, segno di purezza e nella sua camera da letto, ancora oggi gli ospiti possono notare che l’abito indossato quotidiamente era proprio di questo colore e, a giudicare dalle lunghezza, è probabile che non fosse particolarmente alta. L’amore più grande della sua vita fu platonico e fu quello per un pastore protestante con il quale non si legò mai. Questo però le insegnò l’arte dei sentimenti e a osservare le piccole cose: la realtà circostante, i piccoli drammi e le gioie del suo tempo, la natura che scopriva anche grazie al piccolo pascolo che la famiglia possedeva nella proprietà.Accanto al fienile, la madre coltivava fichi, more e uva e nei lavori di scavo più recenti, sono state ritrovate sementi risalenti proprio all’epoca. La stessa Emily, adorava fare giardinaggio in notturna con la lanterna. Stendeva al suolo una coperta per evitare che il suo vestito si rovinasse e l’attuale Museo ha ricreato la serra con tutte le spezie che lei coltivava che da quest’anno è possibile vedere.

La sua vita: la famiglia, l’adolescenza, il quotidiano

La sua casa in stile coloniale fu fatta costruire dal nonno nel 1813, a pochi passi dal Common di Amherst ma per problemi finanziari i genitori dovettero venderla e solo più tardi la ricomprarono. Fu però il luogo della sua prima formazione, dai 9 ai 24 anni. Qualche anno dopo fece completare la villa del fratello Austin, in stile italiano, The Evergreen, pochi passi più avanti dalla Homestead. Divenne un centro intellettuale e sociale nella vita di Amherst, mentre Emily e la sorella Lavinia badavano alla madre colpita da ictus. 

Un talento diventato immortale

Intorno ai cinquanta anni, la sua salute iniziò a vacillare. Aveva la pressione alta e non era più in forma. Dopo la sua morte furono ritrovati 1800 poemi, tutti prodotti nella dimora sulla Main Street e senza alcuna istruzione su come gestirli. Tuttavia la loro intensità emozionale, dovuta a un mix di sacrifici personali e a una realtà interiore conflittuale la resero bene presto una icona del settore conosciuta e amata in tutto il mondo da personaggio sconosciuto quale era stata in precedenza. Nonostante non fece mai nulla per mettersi in mostra e farsi conoscere, l’arte della penna fu più forte di tutti e oggi Emily Dickinson è un simbolo di donna che ha scritto tra le poesie più belle di tutti i tempi. Se all’epoca molti dei suoi lavori potevano essere considerati inusuali, oggi sono molto apprezzati dalla critica ed esaltati per il loro stile unico con l’uso delle maiuscole, le rime asimmetriche e l’uso di metafore e voci multiple. Un vero marchio di riconoscimento, da trasmettere alle generazioni presenti e future.

Gli eventi al museo

L’indirizzo del museo che oggi si trova nella casa della Dickinson è: Dickinson Homestead 280 Main Street-Amherst, MA 01002. Organizza tour di gruppo di più di sei persone e meno di dodici per garantire una permanenza confortevole. Non si accettano visite singole e i biglietti sono venduti fino a esaurimento.

Dove riposa Emily

Il corpo dell’artista e anche alcuni suoi familiari, sono sepolti al West Cemetery, (Triangle Street, Amherst) e al Wildwood Cemetery si trovano Austin, Susan, Ned, Martha, e Gilbert Dickinson.

Come arrivare a Boston e ad Amherst

Con TAP Air Portugal si possono prenotare voli da Roma, Milano, Bologna e Venezia verso Boston via Lisbona. In poco più di sei ore si giunge a destinazione. Tariffe one way a partire da € 220 e tariffe a/r a partire da € 398 tasse incluse, con un bagaglio a mano di massimo 8 kg, check-in online e mobile check-in da 24 ore fino a 90 minuti prima della partenza del volo, con carta d’imbarco da stampare o mostrare da dispositivo mobile. In più, la compagnia ha lanciato una serie di novità: come il servizio Time to Think, con il quale i passeggeri TAP possono avviare il processo di prenotazione del biglietto, secondo la tariffa desiderata, per poi avere a disposizione fino a 48 ore di tempo per decidere se finalizzare l’acquisto. Ancora, c’è l’edicola digitale che permette di scaricare gratuitamente riviste e giornali anche in italiano direttamente sul proprio tablet o smartphone, per poi leggerle offline una volta a bordo. Il servizio è disponibile tramite l’app TAP per dispositivi mobili. Da qui noleggiando una vettura si può raggiungere facilmente la città di Amherst o in treno.

Photo Credit: Francesca Spanò

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