Iran, il villaggio dove si cammina sui tetti e si condividono gli spazi - TravelGlobe

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Iran, il villaggio dove si cammina sui tetti e si condividono gli spazi

07/08/2017

masuleh

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Una destinazione turistica in crescita, l’Iran, carica di meraviglie paesaggistiche ed architettoniche ed anche di diverse curiosità. Uno dei villaggi più interessanti, che nei prossimi anni potrebbe attirare l’attenzione di milioni di viaggiatori provenienti da tutto il mondo è Masuleh, che risale al XVI secolo. Oggi le case sono tutte orientate verso sud e costruite a ridosso di un rilievo, ma un tempo la città si trovava leggermente distaccata, prima che un violento terremoto la radesse al suolo. Sì, perché questo angolo del Paese è particolarmente sismico, ma la sua peculiarità non è questa.Chi vi arriva resta colpito dal fatto che tutti i tetti sono collegati fra di loro.

Masuleh, dove gli spazi sono comuni e regna la pace

Dovremmo prendere esempio da questo posto dove ci si divide lo spazio e si può trovare il vicino banchettare sul proprio tetto ed invitare gli ospiti ad osservare dall’alto il panorama. Del resto, le travi sono molto forti e tutta la dimora molto rinforzata, tanto da isolarla da rumori e rischi di crolli. L’unico neo è il freddo, che in inverno può diventare eccessivo e circondare l’area da una nebbia fitta, quasi fosse fuori dal mondo.

Se gli anziani si riuniscono a prendere un tè caldo nei bar, tra coppole e sorrisi sdentati, le donne invece stendono i panni canticchiando sui tetti, mentre i bambini i giocano felici. Eppure qualcosa è già cambiato. Nei decenni scorsi qui si viveva anche di artigianato tipico, che oggi in parte è scomparso. Tra i negozi si vedono dunque oggetti di importazione, ad uso e consumo dei visitatori di passaggio, in questa sonnolenta e curiosa città.

E quando il crepuscolo arriva, prima di chiudere la porta, un giro ancora sui tetti per salutarsi, qui dove le auto non passano e le strade sono poche e seguono la pendenza della montagna. Un’altra curiosità di queste costruzioni che da lontano sembrano fragili e appoggiate appena sul territorio aspro, è che sono tutte di color ocra a creare una armonia totale con la natura.

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