Finlandia: viaggio alla ricerca della felicità

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Finlandia: viaggio alla ricerca della felicità

10/04/2018

di Silvana Benedetti | Ph Giovanni Tagini

Il Rapporto Mondiale sulla Felicità 2018 dell’Onu, elaborato dal sondaggio annuale che misura il livello di felicità degli abitanti di 156 Paesi, ha conferito alla Finlandia il primo posto d’onore. Non poteva essere altrimenti, per un luogo di serenità, lontano dal caos e dalla fretta, dove è possibile recuperare la pace interiore incontrando la semplicità e il silenzio. La Finlandia è facile da esplorare, accogliente nei modi, ricca di opportunità per una vacanza all’aria aperta. Anche i pochi centri urbani disseminati sul territorio, sono rilassanti e vibranti di energia positiva. Senza dimenticare che, per fuggire dalla città e immergersi nella natura, ovunque ci si trovi, bastano sempre pochi passi.

Fiskars: design e forbici arancioni

Pittoresca e pacifica, Fiskars è racchiusa nell’incanto di una valle fluviale, contornata da 15 mila ettari di foresta e da piccoli laghi. I vecchi edifici in mattoni rossi, fra cui serpeggia gorgogliando un fiume dalle limpide acque verdi, raccontano la storia di questo villaggio, famoso nel passato per la lavorazione del ferro. La ferriera locale, inaugurata nel 1649, con una sola fornace, produsse nel tempo milioni di aratri, destinati ad essere trainati da cavalli.  Nel 1822 il farmacista Joan Jacob Julin, acquistò la Fiskars ampliandola e facendola prosperare, grazie alla produzione di un ampio catalogo di strumenti per l’agricoltura e oggetti per la casa. Fra questi vanno ricordate le celebri forbici  con manico arancione, create nel 1966 e tuttora in produzione. Capitò che il colore arancione, rimasto nella macchina che poco prima aveva prodotto un piccolo elettrodomestico, venne utilizzato per fare una prova di colore sui manici delle forbici. Si passò alle votazioni tra gli operai della fabbrica, che dovettero decidere tra i colori  a disposizione: arancione,  rosso carminio e nero. Il colore arancione vinse alla grande, diventando la caratteristica distintiva delle forbici;  un’icona del design nordico venduta in tutto il mondo in oltre un miliardo di esemplari. Fiskars è una destinazione il cui nome oggi è soprattutto legato al design contemporaneo; moltissimi sono gli edifici neoclassici del borgo che pullulano di negozi, studi e gallerie. Oltre 100 artigiani, designer e artisti vivono e lavorano a Fiskars, organizzando ogni anno una mostra estiva a tema. Per una sosta golosa c’è il Cafè Antique, un locale a gestione familiare, all’interno dell’edificio che ospita la torre dell’orologio, in origine una scuola progettata da Carl Ludwig Engel. Il Cafè Antique  sforna deliziosi bun, panini dolci e tondi alla cannella.

Turku: in mezzo scorre il fiume

Se ho scelto di vivere a Turku dopo Stoccolma, Londra e  New York una ragione ci deve essere, no?”  Questo afferma il famoso rocker Michael Monroe, parlando della sua città natale, in cui ha scelto di risiedere. Turku che, come Roma, sorge su sette colli, è una metropoli in miniatura, dalle giuste dimensioni. Una località giovane, vivace e sempre in fermento, dove tutto è raggiungibile in breve tempo, a piedi o in bicicletta. Capitale della cultura nel 2011, Turku è una città piena di storia, musei, e stupendi edifici, attraversata dal fiume Aurajoki, lungo le cui sponde scorre la vita cittadina.  Per gli abitanti di Turku è  importante sapere da che parte dell’Aurajoki si abita.  “Di qua dal fiume” è la sponda della Cattedrale,  mentre “di là dal fiume” si trovano  i quartieri più recenti come la piazza Kauppatori e il mercato coperto. Passeggiare lungo le rive del fiume è sicuramente molto piacevole, ma altrettanto interessante è vivere un’esperienza galleggiante sull’Aurajoki.

Le opportunità sono molteplici: si possono, infatti, noleggiare barche elettriche, salire su una nave ristorante o addirittura fare il bagno in una tinozza galleggiante.  Per partire alla scoperta della città, è consigliabile seguire il percorso che inizia dalla Cattedrale e si conclude al Castello.

La Cattedrale di Turku, consacrata nell’anno 1300, è considerata il monumento storico di maggior valore nazionale finlandese.  Sotto le arcate di questo santuario di mattoni rossi, riposano vescovi, generali e una regina di Svezia.

La biblioteca di Turku, il salotto culturale dei suoi abitanti, vale una visita. Posizionata al centro città, offre tantissimi contenuti multimediali e stanze a tema. L’architettura, con continui richiami alla natura, è il risultato di un’armonica unione di moderno e antico. Vengono organizzati eventi culturali, mostre e  serate cinematografiche. C’è anche un bel bistrot all’interno della struttura,  per un veloce spuntino.

L’Aurajoki è attraversato da diversi ponti, ma il modo più veloce e caratteristico per passare da una sponda all’altra, è salire sul Fori, una delle attrazioni più simpatiche di Turku. Il traghetto cittadino, in  funzione da più di un centinaio di anni, è gratuito.

Prossima fermata è piazza Varvintori. La vecchia fabbrica di cime per navi è stata completamente ristrutturata e ospita  il Conservatorio di Turku e l’Accademia delle Belle Arti.

Il Forum Marinum,  nei pressi del porto, offre uno sguardo sul mondo della Marineria, attraverso  il Museo Nazionale della navigazione e il Museo della Marina Militare finlandese. Attraccata all’esterno c’è una piccola flotta di navi tra cui uno splendido brigantino a tre alberi Sigyn,  alcuni  velieri e la nave ostello s/s Bore, con le sue magnifiche rifiniture in ottone e mogano.

Ed eccoci al cospetto del Turun Linna, l’imponente Castello che veglia sulle rive del fiume Aurajoki sin dal 1270. La sua storia secolare l’ha visto trasformarsi in Palazzo Reale,  centro amministrativo,  carcere,  magazzino e caserma. Suggestive le sue segrete, sontuosi i saloni e le sale dei banchetti, preziosi i tesori della collezione museale. Il Castello, ovviamente, è corredato di fantasma.

Rauma: case in legno e vecchi merletti

La costa occidentale della Finlandia, che si estende per 500 km di litorale sabbioso, custodisce un tesoro nascosto fatto di antiche e incantevoli cittadine in legno. Tra i gioielli più preziosi si annovera Rauma, magicamente sopravvissuta al tempo e agli incendi, dichiarata patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Rauma è la più grande città in legno dei Paesi nordici. Vanta oltre 600 edifici costruiti tra il  XVIII e XIX secolo, ciascuno con il proprio nome indicato su una targhetta ovale, accanto alla porta. Rauma deve la propria popolarità anche al suo pittoresco dialetto ( si parla ancora il “gial” antico linguaggio dei marinai che miscela diverse lingue) e alla lunga tradizione nella produzione di merletti a tombolo. Passeggiare per la città vecchia è un po’ come scorrere le pagine di un libro di fiabe: case di legno colorate, cancelli ornamentali, intrecci di stradine pittoresche, che si snodano intorno alla piazza del mercato, splendidi edifici pubblici e rigogliosi giardini segreti.  Nel XVIII secolo Rauma era un fiorente centro di commercio, grazie alla moda delle cuffiette ornate di merletti, che aveva conquistato l’Europa. Gli abitanti del posto continuano ancora oggi a realizzare pizzi raffinati,  una tradizione che si rinnova ogni anno con un importante festival, il Pitsiviikko, che prende il via l’ultima settimana di luglio. Dal momento in cui inizia a girare il primo tombolo, fino all’incoronazione di Miss Merletto, l’intera città si riempie di vita. La manifestazione raggiunge il culmine nella “notte del Pizzo Nero”, quando tutti gli abitanti vestono rigorosamente abiti di colore nero.  A una ventina di km da Rauma,  nei pressi del villaggio di Lapi,  si trova il complesso sepolcrale di Sammallahdenmàki,  risalente a oltre 3500 anni fa, dichiarato anch’esso, Patrimonio Unesco. Trentasei tumuli in granito, di diverse forme e dimensioni, sono disseminati in una fitta foresta lunga più di un chilometro.  I due monumenti più significativi sono il “pavimento della chiesa”, un’imponente struttura quadrangolare, e il tumolo di Huilu.

Villa Mairea: un classico contemporaneo

Ph https://www.flickr.com/photos/ninara/

Nelle vicinanze della città di Pori, in particolar modo nell’area di Noormarkku, ci sono alcune perle architettoniche di tale pregio, che la sosta è dovuta. Tra queste, una su tutte, Villa Mairea.  Nel 1937 Alvar Aalto, uno dei più famosi architetti finlandesi e sua moglie Aino, vennero incaricati di progettare Villa Mairea, residenza estiva dell’agiata coppia di industriali Harry e Maire Gullichsen (da cui deriva il nome della villa), amici degli Aalto. Amanti dell’arte moderna, i Gullichsen lasciarono alla coppia di architetti completa libertà di sperimentazione.  Frutto di una serie di modifiche  e ripensamenti, intervenuti anche a cantiere iniziato, la casa è l’esempio di una soluzione spaziale innovativa,  espressa attraverso la tradizione costruttiva dei Paesi del Nord. Villa Mairea è grande, ma al contempo intima, progettata con “amore” come ricorda Aalto. C’è molto di femminilità, di sensualità nelle forme che “muovono” lo spazio. La scala sale, chiusa da pali di legno che sono in realtà come tronchi fitti che lasciano scorgere i gradini e la vetrata sullo sfondo; e fuori ancora alberi, bosco, luce. Foresta dentro, foresta fuori.  Ultimata nel 1939, Villa Mairea è diventata negli anni un luogo di pellegrinaggio per  gli  architetti di tutto il mondo.

Tampere: la rinascita post industriale

Tampere è splendidamente adagiata in uno stretto istmo di terraferma, abbracciato da due laghi. Una città dalla bellezza aspra, il cui vecchio patrimonio industriale si intreccia armoniosamente con i trend di una università moderna e lo charme di una popolazione giovane. Fondata nel 1779, sugli argini del fiume Tamerkoski, Tampere diventò ben presto uno dei più importanti insediamenti industriali finlandesi, formato da una cartiera, una centrale idroelettrica, un’acciaieria, e un grande stabilimento di cotone. Le antiche fabbriche sono state perfettamente  ristrutturate, per ospitare ristoranti, gallerie e centri commerciali,  lasciando intatte le  originali strutture in mattoni rossi, che si affacciano sulle rapide del fiume.  L’era industriale a Tampere ebbe inizio con l’arrivo dello scozzese James Finlayson: fu lui, che intorno al 1820, apri un piccolo cotonificio sulle rive del Tamerkoski, che si trasformò in un enorme stabilimento tessile. Anche la vecchia   fabbrica Tampella è stata riconvertita in uno spazio espositivo in vetro e acciaio, moderno e luminoso, che ospita mostre temporanee dedicate ad ogni genere di espressione artistica. Tra i musei più singolari c’è il Museo Lenin, dedicato alla storia e ai protagonisti della rivoluzione russa, e il Museo delle Spie: una piccola mostra, molto bene allestita, di strumenti dello spionaggio internazionale, risalenti al periodo della guerra fredda.

Per uno spuntino veloce niente di meglio che assaggiare le tipicità locali: salsiccia, patate novelle, fragole succose, e piselli appena raccolti. La specialità di Tampere è il mustamakkara. Un sanguinaccio vaccino, di colore scuro, di norma accompagnato da confettura di mirtilli rossi. Provatelo al kaupahalli (mercato coperto) o al mercato di Laukontori.  Per un momento di relax, accomodatevi al Moro Skybar, situato al venticinquesimo piano dell’ Hotel Solo Sokos, mentre si sorseggia  un aperitivo si gode di un’ impressionante vista a 360 gradi sulla città. Per gli  amanti della musica c’è il  Tammerfest,  il più importante festival rock di Tampere: dura quattro giorni e si tiene a metà luglio in varie sedi della città.

Info: Visit Finland

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