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bosnia

di Francesca Spanò | @francynefertiti

Una bellezza aspra, che invita a guardare lontano oltre l’orizzonte e la storia e a respirare a pieni polmoni un’aria nuova, in una zona duramente segnata dalle guerre degli anni Novanta. La Bosnia-Erzegovina, oggi sembra rinata e conquista i visitatori che timidamente scelgono di visitarla, attraversando secoli di architettura e tradizioni religiose che si tramandano da generazioni.

Un paese dalle profondi radici religiose e architettoniche

Passeggiando per le principali città del Paese, si incontrano diversi simboli del credo locale di grande bellezza e valore spirituale. Accanto, poi, si notano anche meraviglie dell’arte, spesso poco pubblicizzate fuori dai confini nazionali. C’è la Vijećnica, la facoltà di teologia islamica e l’hammam di Isa-bey a Sarajevo, il maktab di Karagozbey e il Ginnasio di Mostar e, ancora, il municipio di Brčko. Osservandoli si nota una ideale continuità tra Oriente e Occidente in un affascinante stile pseudo-moresco (neo-islamico o neo-orientale che dir si voglia) che colpisce.

I monumenti

In Bosnia-Erzegovina il palazzo più noto resta la Viječnica di Sarajevo, famosa come municipio e poi biblioteca nazionale. Risale al 1984 e riprende l’architettura della Spagna islamica e quella del Cairo medievale. I primi elementi si notano soprattutto nelle arcate a ferro di cavallo del portico, mentre la facciata a bande orizzontali in grigio e ocra, ricorda il periodo mamelucco al Cairo. Lo stile neo-orientale si nota pure alla Facoltà di Studi Islamici dell’Università di Sarajevo e poi c’è la “moschea colorata” di Tuzla. Nel XX secolo, invece, si cominciarono a fare sentire le influenze ottomane, come si nota nel prolungamento della Moschea dell’Imperatore per la sede del Majlis degli Ulema.

La Terra a forma di cuore

Lo chiamavano così i bosniaci questo tratto di mondo che a occhio nudo ricorda lontanamente proprio tale forma. Questa regione del centro dei Balcani, ha accolto nel tempo popoli e culture e nonostante qualche tensione politica persista anche oggi, le mete turistiche principali sono sempre più affollate. Si tratta principalmente di Sarajevo e Mostar dove coesistono dimore storiche e moderni locali. Se è vero che si nota ancora qualche costruzione del periodo socialista che stona nel contesto rurale, in generale le cittadine sorgono intorno a castelli medievali tra montagne e gole a strapiombo. Tra gli sport più comuni nel Paese ci sono il rafting e lo sci e sono in grado di attirare diverse persone.

Quando andare

Il periodo migliore per raggiungere la Bosnia dipende anche da che tipo di paesaggio si desidera scoprire. Tra aprile e giugno, ad esempio, sbocciano i primi fiori e i fiumi raggiungono la massima portata. A luglio, invece, a Mostar e Sarajevo gli alberghi sono pieni e i prezzi cari ma per il rafting è il momento più indicato. Tra metà gennaio e marzo, infine, trascorse le vacanze natalizie, scendono i prezzi per sciare.

Le città da visitare

La città vecchia di Mostar: nel suo centro storico è tutto da ammirare lo Stari Most, il ponte “vecchio” che oggi è stato ricostruito. Suggestivi sono i ristoranti ospitati nei vecchi mulini, mentre la via Kujundziluk è carica di negozi di bigiotteria. E poi c’è il ponte più noto dei Balcani che con il suo arco di pietra circonda le torri medievali.

Pocitelj: si tratta di un villaggio- fortezza di epoca ottomana, particolarmente suggestivo. Tra un dedalo di scalinate spicca su un anfiteatro roccioso e in primo piano c’è la Moschea di Hadzi Alijna del Cinquecento che è stata restaurata dopo i danni degli anni Novanta. C’è poi la Torre Gavrakapetan, parzialmente in rovina.

Trebinje: è piccola, storica e deliziosa con le sue vie di pietra nella Città Vecchia. Si trova a soli 28 km da Dubrovnik ma l’unica parte più turistica è Stari Grad, cinta da mura.

Sarajevo: carica di caffè alla moda e di vita notturna frizzante. Un giro lo merita Bascarsija, il quartiere turco. Esempi di architettura astro-ungarica si trovano soprattutto tra le sponde del fiume e i viali Ferhadija e Marsala Tita.

Le attrazioni

Rafting nella valle del fiume Una: uno dei corsi d’acqua più impetuosi del Paese, partendo da Bihac, anche se in certi tratti appare del tutto calmo. Verso Martin Broad si formano una serie di cascate anche se le più belle restano quelle di Strbacky Buk, punto nevralgico del Parco Nazionale di Una.

Ponte Mehmet Pasa Sokolovic, Visegrad: ha dieci arcate, è stato costruito nel 1571 ed è stato dichiarato Patrimonio Dell’Umanità Unesco. Poi è diventato celebre col romanzo Il Ponte sulla Drina.

Sci: le piste di Jahorina e Bjelasnica hanno ospitato le Olimpiadi Invernali del 1984 e chiunque può provare questo sport tanto amato.

Casa dei dervisci, Blagaj: il villaggio di Blagaj è noto per il Tekija, un monastero derviscio in legno e muratura affacciato sul fiume Buna, che sgorga da una grotta con un colore verde-azzurro. Al piano superiore ci sono le tombe di due dervisci tagiki del XV secolo.

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